Gallarate Cari cittadini, ecco quantovi costano i servizi comunali

La Prealpina - 22/02/2017

 

«È chiaro che sia un costo medio a testa. Un po’ come il pollo a testa». Sì, l’animale-campione reso famoso da Trilussa con la poesia “La Statistica”: se una persona ne mangia due e un’altra nessuno nell’arco di un determinato periodo, alla fine la media matematica indica che entrambe ne hanno mangiato uno. Con buona pace di chi fa numero soltanto in teoria. Comunque, senza andare per il sottile, senza distinzione tra chi è contribuente e chi no, senza pretesa di precisione al centesimo, il sindaco Andrea Cassani prende la spesa sostenuta dal Comune per ciascun servizio sul quale è possibile intervenire e la divide per 53mila gallaratesi dagli «0 ai 107 anni». Risultato: il costo pro capite di 16 voci del bilancio di previsione 2017 messo in vetrina sulla pagina Facebook dello stesso primo cittadino e rilanciato su quella di “Sei di Gallarate se…”. Scopo? «Fare capire, più o meno, come le scelte si concretizzino in soldoni». Grado di affidabilità? «È ovvio che questi siano valori indicativi».

Dunque, lo schema lanciato ieri in rete (e pubblicato qui a fianco) non nasce con pretesa scientifica. Nel senso che se si desiderasse andare a fondo di entrate e uscite comunali che nel 2017 pareggiano intorno ai 54 milioni di euro, basterebbe scaricare dal sito istituzionale il bilancio. Si tratta, chiaramente, del classico messaggio politico alla pancia dei gallaratesi mettendo loro sotto gli occhi il prezzo realistico dei servizi. Sia quelli che piacciono sia quelli che non piacciono. All’amministrazione e alla cittadinanza. Sebbene Cassani escluda questa lettura: «L’idea è mia. Ho scelto Facebook perché raggiunge tante persone. È una semplificazione con l’obiettivo di trasmettere un quadro più trasparente possibile sulle voci variabili. Perché ciò che mi interessa, da cittadino più che da sindaco, è sapere come vengono spesi i soldi pubblici».

Così, «in soldoni», si scopre che ogni residente, sia esso neonato o ultracentenario (Gallarate ne vanta alcuni, soprattutto donne), spenderà quest’anno 554 euro. Poi, come per i polli di Trilussa, è scontato che i bambini non cacceranno un euro e i loro genitori li metteranno per ogni componente della famiglia e che ci saranno pure i contribuenti che non contribuiscono a vario titolo a discapito di quelli che invece contribuiscono sempre. Sta di fatto che, a esempio, la biblioteca costa un solo euro a testa, il Maga ne chiede 11, la polizia locale 14, l’istruzione pubblica 65, i minori ne pretendano 50, gli anziani 17 e i lavori pubblici 296. Con la consapevolezza che la semplificazione stia anche nelle categorie. Insomma: una voce, un costo, un’idea da farsi.

Ma Cassani, come rimarca, non intende solleticare il commento di nessuno. Per quanto sui social ne siano subito arrivati, del tipo spenderei meno per questo a vantaggio di quello. In compenso ricorda a tutti: «La politica che cerchiamo di attuare è limitare il costo dei servizi generalizzati e aumentare quello dei servizi singoli. Intendiamo, cioè, usare le entrate tributarie per sostenere quanto è usato dall’intera cittadinanza e, al fine di mantenere gli equilibri di bilancio, rincarare le prestazioni particolari». In modo che chi mangia due polli, si paghi anche il secondo sgravando chi non ne mangia nemmeno uno.