Gallarate Caravati querela il primo cittadino

La Prealpina - 27/01/2017

Paolo Caravati, vicesindaco nella giunta di Nicola Mucci e attualmente battitore libero nella politica cittadina, ha querelato il sindaco Andrea Cassani per ingiuria, minaccia e abuso d’ufficio. «Oltre a qualche altro reato», come fa sapere il suo avvocato, Paolo Romano, che ieri ha depositato l’atto alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio. Colpa di due WhatsApp consecutivi inviati dal primo cittadino leghista all’ex amministratore di centrodestra in risposta a una sua lettera apparsa su queste colonne il 14 gennaio scorso.

Caravati (nella foto) in quell’intervento aveva esternato una critica, molto severa in diversi passaggi, sull’operato dell’esecutivo in carica. E aveva attaccato Cassani sostenendo che «dietro di lui non si possa scorgere un background che dia una minima garanzia di capacità amministrativa e politica». Abbastanza per innescare una risposta privata, appunto via messaggio, da parte del primo cittadino.

Una risposta però inaccettabile. Così, se qualche giorno dopo aveva manifestato tutta la sua costernazione sempre su queste colonne (pagina delle Lettere) parlando di maleducazione, adesso Caravati passa alle vie legali e rende noto il doppio WhatsApp del sindaco. Veramente pesante nelle offese. Da «non verrai ricordato né come uomo né tantomeno come imprenditore» fino a «ti reputo un uomo di m…» con in mezzo una lunga serie di improperi e il riferimento all’esperienza dell’ex vicesindaco in 3Sg.

«Questa querela non è fatta per motivi politici», afferma Caravati ad atto depositato. «Ma per difendere la mia dignità». Mentre Romano spiega: «In quei due messaggi non ci sono soltanto ingiurie pesanti, ma sussistono anche altri reati. E so bene che il reato d’ingiuria è depenalizzato, tuttavia ho già avuto mandato di procedere a esito delle indagini anche in sede civile. Queste cose un sindaco non dovrebbe dirle, farle e soprattutto scriverle».