Gallarate Braccio di ferro sull’urbanistica

La Prealpina - 12/07/2017

Ancora una volta l’Urbanistica divide la maggioranza. Lo spiega quanto avvenuto durante l’ultimo consiglio comunale sull’approvazione della delibera sulla legge regionale relativa al recupero degli scantinati, che ha dato riscontri imprevisti, con tanto di finale a sorpresa e in sospeso, con quei soli 9 voti favorevoli su 23 (Lega Nord, Fratelli d’Italia e Donato Lozito), contro i 14 astenuti che ha scatenato i presenti dubbiosi che questo risultato potesse essere accettabile per far approvare la delibera.

Un film di strategia

Le opposizioni hanno scelto di stare ferme a guardare. Durante il dibattito sul bilancio i consiglieri di centrosinistra avevano definito la maggioranza «un gruppo litigioso che ha bloccato l’amministrazione pubblica». Per questo quando, pochi minuti dopo, è iniziato l’acceso confronto su un tema tanto semplice come il recupero degli scantinati, la minoranza non ha deciso di uscire dall’aula, come aveva già fatto in passato davanti a scene simili, ma ha preferito rimanere e godersi la scena da spettatori.

Il blocco di Forza Italia

Forza Italia le ha provate davvero tutte per non far approvare la delibera, per far sentire la propria voce e il proprio peso sull’Urbanistica anche senza avere l’assessore. Poco importa se, come ha ricordato Corrado Canziani, presidente della commissione urbanistica, «la questione della legge regionale è stata dibattuta per tre commissioni prima di arrivare in consiglio comunale». Un rapido sguardo alle votazioni delle singole commissioni permette di capire come, davvero, la questione, sia meramente politica. Lo si capisce dal fatto che inizialmente i berlusconiani erano al fianco del loro assessore in commissione in questo progetto. Lo erano ancora quando, a fine maggio il progetto è stato presentato la prima volta con delle specifiche. Le stesse messe nero su giallo il 28 giugno, che non hanno convinto Leonardo Martucci. «Non è chiaro perché in un’area della città ci siano i parametri per poter fare il recupero e perché nella via accanto no». Tutto il pensiero del gruppo di centrodestra si racchiude qui. È questo che ha fatto chiedere una premessa preventiva pregiudiziale prima e della sospensiva poi, non accolta con 17 voti contrari 5 favorevoli e solo Lozito astenuto. È questa la ragione dell’emendamento con la richiesta di inserimento di una relazione che spieghi i requisiti necessari a firma di un professionista. Anche in questo caso, richiesta bocciata, con 7 favorevoli (Forza Italia e ferrazziani) e 8 contrari (Lega Nord e Fratelli d’Italia). Ogni tentativo va a vuoto. Da qui arriva una sospensione per una riunione di maggioranza: che fare? Si sceglie per l’astensione anche di Forza Italia, a cui si aggiungono i ferrazziani che avevano in commissione dato voto favorevole. Ogni cosa cambia e si arriva al paradossale 14 astenuti e 9 favorevoli alla delibera, che viene così approvata nello stupore generale.

Tra codici e sentenze

Stupore perché, all’interno del regolamento del consiglio comunale, all’articolo 70, comma 1, si parla di approvazione della delibera solo con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Come sono da considerarsi dunque gli astenuti? Lo chiede Alessandro Petrone (capogruppo FI) a Lozito che rimanda ad approfondimenti successivi. È qui che esce allo scoperto il gioco politico che non ha raggiunto il suo scopo. Una risposta sicura non è ancora stata data ma, fino ad ora, c’è una sentenza, la n. 3.372 del 7 giugno 2012 del Consiglio di Stato. Nel testo, dove si legge lo stesso articolo del regolamento gallaratese, si legge come «ai fini del quorum funzionale per l’approvazione delle deliberazioni, coloro che si sono astenuti vanno esclusi dal computo dei presenti, atteso che l’astensione significa volontà di non partecipare alla discussione e al voto». Se così fosse, la delibera passa e viene promossa, la maggioranza invece, si astiene.