Gallarate: Bilancio, Forza Italia all’angolo

La Prealpina - 22/03/2017

Da quando la voce su possibili emendamenti di un partito di maggioranza al suo stesso bilancio è diventata realtà si è detto tutto e il contrario di tutto. Questa sera, in consiglio comunale, al momento di discutere e approvare il previsionale 2017, si scoprirà come andrà a finire. Nel frattempo quanto detto in commissione, martedì, è storia. Lo è la tensione, lampante, nella coalizione di centrodestra.

I tre emendamenti di Forza Italia al Documento unico di programmazione (Dup) su Amsc non piacciono «per metodo e, in fondo, nemmeno nel merito». Come spiegato da Luca Carabelli, capogruppo di Libertà per Gallarate e presidente della stessa commissione, nella seduta di ieri l’altro. E poco importa che in fase di voto del bilancio di previsione soltanto l’opposizione (Pd, CèV e 9.9) si sia astenuta, con la maggioranza (Lega, FI, Libertà, FdI e Cittadini di centro) compatta e favorevole. E non convince nessuno dei presenti il discorso del capogruppo dei berlusconiani, Alessandro Petrone, per spiegare gli stessi emendamenti: «Sono proposte perfettamente conformi al nostro programma elettorale in un’ottica di rilancio di una nuova Amsc».

Nuovo piano industriale, sviluppo del distributore di metano e riqualificazione della piscina. Questi gli oggetti del contendere. Giustificati così da Petrone: «Per permettere a tutto il consiglio comunale di convergere in questa soluzione fatta per il bene della cittadinanza».

Di fronte a tale spiegazione scuote la testa il consigliere Edoardo Guenzani (CèV). E va dritto al punto: «Non abbiamo l’anello al naso. Questi emendamenti hanno solo due ragioni. La prima è una chiara sfiducia al vostro stesso assessore al Bilancio. La seconda è che non abbiate fatto i compiti a casa». Quindi, qualunque sia la strada, «diventa criticabile volere una nuova Amsc. Sarete costretti a chiudere rami d’azienda perché saranno sempre una perdita. L’errore è concepire un futuro per una azienda che non ha speranza». Di qui parte una serie di consigli per «limitare i danni prima che sia troppo tardi». E alla fine arrivano i quesiti da cui non si scappa: «Ma perché queste cose interessanti non sono state discusse in sede di maggioranza? E poi, l’assessore sfiduciato, resta ancora o si dimette?».Insomma, iIl tentativo di Petrone di allargare il consenso all’opposizione fallisce. Anche il consigliere Margherita Silvestrini (Pd) si dice «stupita per emendamenti riguardanti un punto strategico del bilancio».

A questo punto la strada è una. Deve parlare il diretto interessato che non si sottrae. «L’unica sfiducia è stata fatta a giugno», esordisce l’assessore forzista Moreno Carù (Finanze). «I compiti a casa li abbiamo fatti e non mi sento per niente sfiduciato. Gli emendamenti esprimono contenuti già presenti nel Dup. Forza Italia ha voluto incidere ancora di più sul piano industriale, volendo stimolare l’amministrazione a portare in esame un nuovo piano industriale».

Anche il secondo tentativo va a vuoto. I berlusconiani si guardano intorno in cerca di supporto. Ma il resto della maggioranza si smarca. Non Corrado Canziani (Lega Nord) che non si esprime, ma tutti gli altri sì. Da Carabelli, appunto, al presidente del consiglio comunale Donato Lozito (Cittadini di centro) e al consigliere Giuseppe De Bernardi Martignoni (Fdi) che in buona sostanza appoggiano il pensiero di Guenzani bocciado il metodo usato. E il silenzio leghista in tutto ciò fa ancora più rumore.