Gallarate Bilancio approvato in giunta E i tagli? A Camelot e Puccini

Nell’attesa della pace, c’è un armistizio di buone prospettive: il bilancio di previsione del Comune è approvato all’unanimità dalla giunta di centrodestra. Presente al completo, nella seduta di ieri, per dare il via all’iter che porterà al nullaosta del consiglio comunale a un programma economico che (al netto di cassa, partite di giro e anticipazioni della Tesoreria) pareggia a 53 milioni di euro. Cioè, la cifra vera e concreta con la quale deve fare i conti l’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Cassani. E quando il tutto sarà votato dall’aula di Palazzo Borghi? Mah: è fresca la proroga del Governo sul termine ultimo che slitta dal 28 febbraio al 31 marzo, in qualsiasi caso tocca ai partiti di maggioranza stabilire se arrivare in tutta fretta prima delle elezioni o se andare con più calma. Di certo c’è che i veri tagli, come spiega il vicesindaco Moreno Carù che in qualità di delegato alle Finanze ha redatto il previsionale, toccano la 3Sg-Camelot e il conservatorio Puccini più che i Servizi sociali.

La delibera

L’approvazione da parte dell’esecutivo dello schema di bilancio 2018/2020 congela le frizioni delle ultime settimane tra la Lega e Forza Italia. Con la prima propensa ad archiviare calcoli e sforbiciate mirate (a svantaggio degli extracomunitari) a ridosso dell’election day del 4 marzo e la seconda indirizzata ad affrontare l’argomento con maggior cautela e minor rischio elettorale. La delibera all’unanimità indica che i mediatori di maggioranza stanno ottenendo qualche risultato. Il resto è dato dal calendario: i revisori hanno dieci giorni per esprimere il loro parere, dopodiché il documento sarà presentato al consiglio comunale, quindi ci saranno venti giorni durante i quali sarà convocata due volte la commissione, infine si potrà tornare in aula per il voto.

I numeri

A pesare sono comunque i numeri. Sicché, in estrema sintesi: la spesa corrente ammonta a 48 milioni, comprensivi del fondo pluriennale vincolato; gli investimenti arrivano a 4 milioni; le entrate da tributi sono pari a 35 milioni, dei quali 3 sono fondi perequativi giunti dallo Stato, mentre al capitolo imposte locali 2,6 corrispondono agli arretrati; i trasferimenti, in maggioranza provenienti dalla Regione, sono 3 milioni 900mila euro. Infine, le entrate extratributarie raggiungono i 9 milioni 760mila euro.

Le riduzioni

«Qualche aggiustatina c’è stata, purtroppo», afferma Carù, riferendosi agli stanziamenti. «Il maggior risparmio è dovuto al nuovo contratto con 3Sg che influisce tra il 40 e il 50 per cento sul totale delle riduzione di fondi». Un’ottimizzazione della spesa già annunciata. Come quella per l’Istituto superiore di studi musicali: «Per il Puccini ci sarà una riduzione dell’impegno del Comune. Senza, tuttavia, conseguenze per la scuola».

Le esigenze

E i servizi? «Rimangono gli stessi, non è stato toccato nulla. Sebbene sia stato necessario fare il diavolo a quattro per non tagliarli». E quelli sociali? «Per quanto riguarda il sociale, mi sono state presentate delle richieste di fondi alle quali abbiamo cercato di dare soddisfazione». Sul dettaglio, dunque, al limite toccherà al collega Paolo Bonicalzi intervenire.

Il prelievo

Mentre per quanto riguarda il prelievo fiscale il vicesindaco tiene a rassicurare i gallaratesi. «Non c’è alcun aumento né rispetto al 2017 né rispetto al 2016: promessa rispettata», scandisce. «La nostra intenzione resta di cercare di ridurre laddove possibile». Magari aiutati da qualche entrata rinvigorita: «È previsto un aumento degli oneri di urbanizzazione che può essere letto come segnale sia di ripresa sia di fiducia verso quanto l’amministrazione sta facendo in ambito urbanistico». Insomma, «non è un bilancio da lacrime e sangue», ma soltanto da «qualche sacrificio». Uno tocca al Puccini, l’altro alla Camelot