Gallarate Auto di nuovo in centro. Forse

La Prealpina - 09/01/2018

Come sarà il 2018 di Andrea Cassani e della sua amministrazione? Di sicuro non anonimo. Sarà un anno deciso. E il primo cittadino lo sintetizza in cinque obiettivi così come cinque erano state le sfide alle quali faceva riferimento un recente articolo de La Prealpina.

Obiettivo aeronautica

«Questo sarà l’anno in cui arrivare a un dunque sull’aeronautica». Quei capannoni vuoti in viale Milano aspettano solo di essere rivitalizzati e rilanciati. Il Comune lo farebbe subito ma deve entrarne in possesso. La trattativa a Roma porterà il demanio a cederne una parte. «Vogliamo firmare al più presto il protocollo d’intesa per iniziare a recuperare un’area molto importante della città». Impossibile, però, ipotizzare una data. Cassani è fiducioso, ma afferma impotente: «Non dipende da me». Il suo auspicio è che il 4 marzo «vinca il centrodestra», così da accelerare i passaggi. «Nel caso il 5 ne parlerò subito con Salvini», ci scherza. L’ultimo incontro a Roma ha avuto risvolti interessanti ma anche curiosi. «Mi sembrava di essere solo contro tutti. La prossima volta mi poterò un po’ di gente». Questo per dire – con una battuta – che la battaglia di Gallarate va giocata fino in fondo, E non bisogna arrendersi rispetto ai tempi lunghi della capitale.

Obiettivo stazione

Non c’è solo il recupero del casermone in cima all’agenda di Andrea Cassani, Sua volontà è di intervenire nella zona limitrofa della stazione per riuscire a «portare a casa» l’area tra lo scalo ferroviario e il deposito dei bus. In attesa che le Ferrovie mettano in atto il progetto di quarto binario sulla tratta Rho-Gallarate, il primo cittadino chiede di entrare in possesso di quel comparto che diventerebbe il parcheggio ideale per i pendolari. Non è come il suo collega di partito Max Rogora che fa l’assessore a Busto Arsizio e che considera «i pendolari come piccioni». La reazione del sindaco gallaratese è ben diversa: «Conosco bene i disagi che devono affrontare tutti i giorni. Anch’io sono stato pendolare. Quindi cerco di trovare una soluzione per questa categoria di lavoratori». Duplice il vantaggio: per chi recupera più facilmente un parcheggio vicino alla stazione ma anche per i residenti del quartiere dello Sciarè che ora soffrono per l’intasamento di tutta l’area prossima alla stazione. «Sappiamo che i pendolari non sono tutti di Gallarate ma ciò non significa non interessarsi». In più Cassani s’impegna per chiedere alle Ferrovie un’uscita su Sciarè dotata di ascensore per i diversamente abili. Inoltre va rimessa in sesto piazza Giovanni XXIII, così come suggerito a più riprese dal consigliere comunale Giuseppe De Bernardi Martignoni (FdI). «Dobbiamo rendere più invitante l’area», mentre sui clochard di via Pacinotti il sindaco preferisce non pronunciarsi, anche perché la soluzione sarebbe una soltanto: evacuare gli stabili diroccati e abbatterli.

Obiettivo viabilità

«Secondo me – annuncia Cassani – potremmo pensare a una viabilità alternativa a ridosso del centro». Cioè? «Fin dalla campagna elettorale ho la vecchia idea di permettere l’accesso al centro storico per chi arriva dal Sempione tramite via Mazzini, il cui senso unico andrebbe invertito. Da valutare se fino a via Postporta o fino a via Turati». Insomma, le auto tornerebbero in centro dopo la rivoluzione della pedonalizzazione voluta dall’allora sindaco Nicola Mucci. «Analogamente – continua Cassani – penso a un accesso diretto a via Trombini senza passare da via Poma e via Cantoni. Si crea un inutile intasamento. Da eliminare». Il primo cittadino si rende conto che questi due correttivi rischierebbero di scatenare la levata di scudi di tante persone, ma non si fa condizionare. «Chi fa, rischia sempre di andare incontro a critiche. Ma se le argomentazioni favorevoli le superano, si può andare avanti». Il suo scopo, ribadisce, è rendere «la città sempre più attrattiva».

Obiettivo lavori pubblici

Le scuole in primo piano. Questo è il leit motiv dell’impegno di Andrea Cassani in materia di lavori pubblici. «Dobbiamo continuare a riqualificare gli edifici come già avvenuto l’anno scorso, nonostante le ristrettezze economiche. Non sarà semplice garantire quanto promesso, ma ci impegneremo per raggiungere l’obiettivo». Il Comune prevede di investire almeno un milione di euro nelle scuole nel 2018. Nel contempo va avanti il lavoro di sondaggio per il coinvolgimento dei privati nel recupero di due stabili che rischiano di finire presto vittima del degrado: Palazzo Minoletti e l’ex scuola Gerolamo Cardano.

Obiettivo servizi sociali

«Prosegue il nostro lavoro sull’anagrafe del bisogno», avvisa Andrea Cassani. Lo scopo è di «dare il giusto a chi serve», eliminando «il brutto vizio dei contributi a pioggia». A sua difesa cita le cifre: Gallarate ha una spesa annua per i servizi sociali di 215 euro, Varese di 195, Busto di 177, mentre la media nazionale è di 137. «I numeri dimostrano che si può risparmiare in questo campo». Cassani vuole togliere dalla testa di chi abita in città che «qui sia tutto dovuto». E questo, secondo lui, è un concetto che ha fatto da calamita nell’attirare stranieri e disagiati. «Noi vogliamo cambiare registro. Se il Comune è stato di manica larga finora, noi cercheremo di aiutare solo chi ha davvero bisogno. I risparmi sono necessari». Non solo nei servizi sociali.