Gallarate Aree abbandonate, la giunta detta le regole del recupero

La Prealpina - 05/12/2018

Entra nel vivo stasera, con un nuovo round della commissione Territorio in programma alle 18 in sala consiliare, il dibattito sulla variante generale al Piano di Governo del Territorio. Con la trattazione del Documento di Piano, si va alla sostanza delle scelte politiche dell’amministrazione. In particolare sulle prescrizioni contenute nelle schede degli ambiti di trasformazione, una serie di aree dismesse o in fase di dismissione che rappresentano il cuore della Gallarate che verrà.

Uno dei casi più significativi è quello del quadrilatero ricompreso tra via Matteotti, via Cadore, via Torino e via 2 giugno: proprietà della società Piroga Sas, della famiglia Tonetti, è solo per una porzione dismesso, giacché la Manifattura Tonetti è ancora attiva, sul lato verso via Cadore. È per questo motivo che l’intera area, che nel Pgt vigente rientra sotto un unico ambito di trasformazione, nel nuovo piano sarà “spacchettata” in due, all’incirca a metà.

Una parte è quella dove rimarrà la Manifattura Tonetti, l’altra invece sarà convertita con la possibilità di insediamento di una media struttura di vendita fino a 2500 metri quadrati di superficie.

È noto ormai da mesi che su quell’area è già pronto il progetto per la realizzazione del nuovo punto vendita Tigros, che trasferirebbe e amplierebbe l’attuale struttura, situata sempre in via Torino ad Arnate, poche centinaia di metri più in là rispetto all’area Piroga.

Tra le prescrizioni contenute nella scheda dell’ambito di trasformazione, si parla di «una verifica di impatto viabilistico estesa a un ampio contesto urbano, in relazione al carico insediativo» legato alla struttura commerciale, ma anche una serie di opere che chi interverrà dovrà realizzare a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Non solo, come già previsto in precedenza, «un collegamento, mediante la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili, tra via Matteotti e via Torino», ma anche «la riqualificazione di piazza Giovanni XXIII secondo le indicazioni che saranno fornite dall’amministrazione comunale».

Una modalità di intervento, quella di chiedere ai privati la realizzazione di opere pubbliche ritenute strategiche dall’amministrazione ma difficili da realizzare in tempi di ristrettezze nei bilanci, che si ripete anche in altri casi.

Già detto delle aree dismesse lungo l’asse ferroviario, che contribuiranno alla realizzazione del “viale Milano-bis”, un nuovo asse stradale in grado di sgravare l’arteria più trafficata della città, nell’ambito di trasformazione di via Galvaligi, dove oggi c’è il parcheggio della stazione. Qui si prescrive anche «un’adeguata riqualificazione degli attuali spazi mercatali comunali di Via Torino», oltre alla generale riqualificazione della via stessa.

Altro esempio è il “Casermone” dell’Aeronautica in viale Milano: il privato che dovesse decidere di intervenire sulla maxi area sarà chiamato a realizzare, per conto di Palazzo Borghi, il nuovo polo scolastico a servizio di Madonna in Campagna.