Gallarate Altre 15 telecamere in centro

La Prealpina - 23/02/2017

 

Quindici telecamere contro la criminalità e i vandali. Sono quelle inserite nel progetto Città Sicura presentato ieri pomeriggio in giunta dall’assessore Francesca Caruso. Sessantaduemila euro il costo complessivo con richiesta di finanziamento alla Regione pari a quasi cinquantamila euro (per l’esattezza 49.600) per un intervento che riguarda il centro storico e che ha come responsabile il comandante dei vigili urbani Antonio Lotito. Chiaro l’intento di questa operazione: rendere la città sempre più sicura e monitorabile. Tutto ciò per cercare di debellare alcune piaghe caratteristiche dell’area pedonale, ovvero schiamazzi, vandalismi, imbrattamento dei muri e abbandono di rifiuti. Non solo. Via San Giovanni Bosco è stata teatro qualche mese fa di una rapina con accoltellamento. E sono sotto gli occhi di tutti le scritte sui muri, simbolo di un disagio e di un degrado che tocca soprattutto i giovanissimi.

Il Comune ha intensificato proprio in questi giorni i passaggi dei vigili urbani, ma vuole fare di più, andando a intervenire proprio in quei punti critici, dove sono stati segnalati di recente episodi di vandalismo e di piccola criminalità. Il progetto presentato ieri in giunta parte dal presupposto che una città più sorvegliata è anche una città più sicura, tenendo fede agli impegni portati avanti in campagna elettorale dal sindaco Andrea Cassani. Siccome il centro storico, al momento, non è tutto monitorato, ecco che viene lanciato questo progetto d’integrazione con strumenti all’avanguardia e tecnologia moderna.

Delle quindici telecamere, tre sarebbero posizionate in via San Giovanni Bosco, la strada che è stata teatro dell’accoltellamento, dove sono concentrati giovani con atteggiamenti un po’ troppo sopra le righe, dove vengono abbandonati rifiuti e imbrattati i muri. Due gli occhi elettronici da installare in via Postporta dove non si segnalano recenti episodi di criminalità ma si sono verificati casi di abbandono di rifiuti e di scritte sui muri. Tre telecamere in via don Minzoni dove i vandali troppo spesso se la prendono con gli arredi urbani e ci sono schiamazzi notturni che, in estate, diventano insopportabili per i residenti. In via Rusnati è richiesta l’installazione di tre impianti video perché nel parcheggio vicino alle scuole Dante si ritrovano ragazzotti che si divertono con gli atti vandalici dopo aver consumato alcolici che li rendono molesti. Non a caso sono stati imbrattati i muri della zona, oltre alla vecchia ciminiera che sta a pochi passi dal ponticello sull’Arnetta. Infine quattro telecamere sono previste in piazza Giovine Italia (puntate su via Pastori) a causa dell’accattonaggio molesto nell’area del parcheggio dell’ospedale.

Tenendo monitorate queste zone prima di tutto si scoraggia la presenza di malintenzionati. E, anche nel caso in cui questi soggetti continuassero a ritrovarsi in quei luoghi, la polizia locale potrebbe intervenire in maniera mirata e con tempestività nel momento del bisogno.

Ci sarà chi criticherà la presenza così invadente del Grande Fratello ma lo scopo è evidente: rendere tutta l’area urbana più vivibile e sicura.

I tempi di realizzazione sono piuttosto solleciti. Considerati i passaggi tecnici e la burocrazia. l’acquisto, l’installazione e il collaudo, dal mese di luglio ogni giorno potrebbe essere buono. Il Comune metterebbe 12.400 euro, mentre la Regione 49.600 per complessivi 62mila. A questa va aggiunta un’ulteriore richiesta relativa all’acquisto di due motocicli attrezzati per un costo di 30mila euro (6mila dell’ente locale e 24mila della Regione). Sarà un intervento risolutivo per rendere la città sicura? Certo che no. Purtroppo certi fenomeni sono difficilissimi da sradicare ma si può attutire il loro impatto dando ai cittadini un maggiore senso di sicurezza, tanto invocato dagli stessi elettori nel momento in cui hanno deciso di cambiare guida all’amministrazione locale proprio per marcare queste esigenza. In questi casi, si sa, vale molto l’effetto psicologico, il famoso percepito che, in presenza di divise e telecamere, fa stare più tranquilli gli abitanti. E, se stanno meglio loro, anche i politici sono più contenti. Non tutti però.