Furti, truffe e poche imprese E la provincia perde posizioni

Varese perde posizioni e finisce al 52esimo posto nella annuale classifica sulla qualità della vita nelle province italiane, stilata dal Sole 24 Ore da più di 25 anni. Milano rimane al secondo posto, subito dopo Aosta, che è la provincia italiana dove si vive meglio in assoluto. Trento è ancora sul podio al terzo posto. Como, con cui i Varesini si sentono da sempre in competizione, si situa al 40esimo posto, scendendo di ben 25 posizioni. Lo scorso anno la nostra provincia si situava al 46esimo posto ed era in vantaggio di dieci posizioni rispetto al 2014. Aosta prima, Milano seconda L’indagine – i cui risultati vanno a formare una sorta di “pagella” – si svolge prendendo in esame 42 indicatori diversi, suddivisi in sei settori: “Affari, lavoro e innovazione”, “Ambiente, servizi e welfare”, “Cultura, tempo libero e partecipazione”, “Demografia, famiglia, integrazione”, “Giustizia, sicurezza e reati”, “Reddito, risparmi e consumi” (quest’ultimo indicatore, alla 17esima posizione in classifica, è quello in cui la nostra provincia brilla di più). Il dato più soddisfacente di quest’anno riguarda la copertura della banda larga, in cui Varese si aggiudica il terzo posto a livello nazionale (nel 2015 eravamo al quarto posto). Lo scorso anno, invece, il dato migliore riguardava “la spesa per turismo all’estero”, in cui la nostra provincia era al secondo posto in classifica. Quest’anno due dati interessanti li troviamo nella voce “Reddito, risparmi e consumi”: Varese è settima a livello nazionale per la spesa media in beni durevoli per la famiglia (pari a 2673 euro), e ottava per la pensione media mensile (pari a 993 euro). Lo scorso anno, invece, eravamo al sesto posto per i consumi medi per famiglia e al settimo per l’importo medio mensile delle pensioni. Nel 2016, la nostra provincia è al tredicesimo posto per quanto Uno scorcio di Varese, capoluogo della provincia: per il Sole 24 Ore il Varesotto è al 52° posto per qualità della vita Archivio riguarda il “tasso di emigrazione ospedaliera”: in altre parole è bassa la frequenza con cui i varesini scelgono di farsi curare altrove rispetto alle strutture locali. Buona la spesa dei turisti stranieri (12esima posizione), positivi i dati di acquisizione di cittadinanza (Varese, con 5,6 cittadinanze ogni 100 stranieri, si situa alla 11esima posizione). Note dolenti Note dolenti per l’imprenditorialità. I risultati peggiori, quest’anno, si trovano sotto la voce “imprese registrate per 100 abitanti”. Con il dato di 8 imprese per 100 abitanti, la nostra provincia si situa al 102esimo posto su 110. Anche come lettori i varesini non danno il meglio di sé: con appena 4,2 librerie ogni 100 mila abitanti, la nostra provincia si situa al 103esimo posto. Maglia nera anche per la den- sità abitativa, che è elevata: con 712,2 abitanti per chilometro quadrato Varese si situa al 105esimo posto in classifica. Sul lavoro forse le cose non vanno benissimo, ma in famiglia si vive meglio. Lo scorso anno sono state registrate 91,7 separazioni ogni 10 mila famiglie, contro le 38,9 di quest’anno. Migliora anche l’indice di vecchiaia: nel 2015 la nostra provincia era al 45esimo posto, adesso è al 41esimo. Meritano attenzione anche alcuni dati che riguardano la giustizia, in cui complessivamente la nostra provincia si situa circa a metà classifica, alla 78esima posizione. Stando al rapporto del 2016, i malfattori, nella nostra provincia, ogni 100 mila abitanti, mettono a segno 30,4 rapine; 76,3 furti di auto; 192,8 scippi e borseggi; 449,6 furti nelle abitazioni e 226,9 truffe. Un dato positivo riguarda la sanità Lombarda: la nostra Regione è al vertice della classifica sanitaria con 6 province tra le prime dieci. Il presidente Roberto Maroni, su Facebook, commenta così il successo: «È stato premiato il lavoro fatto in questi anni, sono molto soddisfatto».