Furti e rapine in negozio Commercianti assediati

Entra in un bar del centro, minaccia il gestore e se ne va con l’incasso; uscendo, poi, distrugge la porta in vetro del locale. Tutto in trenta secondi, alla luce del sole in un sabato pomeriggio. Le immagini sono di quindici giorni fa, ma il presidente di Ascom Varese Giorgio Angelucci ne parla in occasione della quinta giornata nazionale della Legalità.

«Certe scene cinque anni fa neppure le potevi immaginare», afferma convinto. «I furti e le rapine sono un salto di qualità, occorre stare attenti. Si parte dal degrado urbano e poi il rischio è quello di salire verso crimini più gravi: mi servono 200 euro e allora penso di rapinare un negozio».

Nella sala dell’associazione dei commercianti in via Valle Venosta va in onda il collegamento streaming con l’assemblea nazionale di Roma. Accanto al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli e al ministro dell’Interno Marco Minniti ci sono imprenditori che, dopo aver subito minacce ed estorsioni, hanno scelto di denunciare. La situazione in Lombardia non è esattamente la stessa, ma i temi sono quelli di tutti.

«Noi abbiamo meno problemi di racket e infiltrazioni, ma ogni giorno dobbiamo convivere con abusivismo e contraffazioni. Fenomeni di questo tipo sono dappertutto, danno fastidio e producono un danno economico», prosegue Angelucci. «A Varese va comunque fatto un discorso sulla legalità e la sicurezza percepita dai cittadini, oltre che dagli operatori commerciali. Negli ultimi anni la città, sempre pulita e ordinata,registra la presenza di bande di quelli che chiamo giovanastri. Hanno invaso vie e piazze. Parliamo di extracomunitari ma non solo, giovani disagiati e disadattati».

Se prima il centro era visto come un salotto buono dove passeggiare e fare shopping, oggi l’insicurezza si può percepire e magari capita che qualche commerciante chiuda in anticipo per sentirsi più sicuro una volta abbassata la saracinesca. «Una situazione da contrastare assieme», secondo il presidente varesino di Ascom. Ed è qui che il discorso si intreccia con quello della Capitale.

Sangalli a Roma spiega che «l’unica strada è promuovere e diffondere la cultura della legalità» e chiede al Governo «fermezza, controlli serrati e pene certe». Minniti da parte sua spinge a denunciare eventuali soprusi e propone ai commercianti un’alleanza tra Stato, istituzioni e associazioni: «Lavorando assieme, facendo ognuno la sua parte – e so che la mia come ministro è superiore alla vostra – possiamo affrontare questi temi. La sicurezza è crescita economica e futuro, la sicurezza è felicità».

Angelucci incassa e rilancia: «Da parte degli operatori commerciali l’unica possibilità è segnalare tutti i fenomeni di illegalità alle forze dell’ordine, così che queste persone vengano tenute sotto controllo prima che reati. Lo stesso devono fare i cittadini».