Funivia per Monteviasco Doppio sì alla ripartenza

La Prealpina - 23/12/2020

È ancora presto per dire se sarà un regalo di Natale ma certamente due delibere di giunta del Comune di Curiglia con Monteviasco lasciano presagire che qualcosa si sta muovendo per la riapertura della funivia che, dal novembre 2018, è inattiva dopo un incidente che ha causato la morte di un manutentore. Il sindaco Nora Sahnane è molto prudente e cerca di “tradurre” i documenti approvati dall’amministrazione in un territorio che, oltre allo stop della funivia, ha registrato anche nell’agosto scorso il crollo di una parte di strada provinciale che collega Curiglia al resto del mondo.

Il dato delle delibere 20 e 21 è chiaro e illustra, tecnicamente, l’approvazione di due progetti diversi utili alla riattivazione dell’impianto “Ponte di Piero – Monteviasco“: uno riguarda l’adeguamento delle stazioni a monte e valle con abbattimento delle barriere architettoniche, l’altro, più importante, è l’approvazione del progetto delle opere utili alla ripartenza dell’impianto. Il primo è finanziato in parte dalla Regione Lombardia e in parte dalla Comunità montana Valli del Verbano, per un totale di 82.000 euro, il secondo, che vedrà la partecipazione anche dell’azienda che gestisce l’impianto di risalita, ha un costo complessivo di 215.000 euro, sostenuto interamente dalla Regione Lombardia.

«In questo progetto sono previsti interventi migliorativi della sicurezza in generale – osserva ancora Nora Sahnane – interventi ordinari che di solito sono programmati con tempistiche definite. Inoltre ci sono da fare attività manutentive necessarie dopo un fermo così lungo, di due anni, e infine sono stati programmati altri interventi in previsione della scadenza della revisione quinquennale nel 2021».

La progettazione esecutiva di dettaglio, se la procedura andrà in porto, sarà poi redatta dalla società di gestione e verrà inviata al Ministero dei trasporti per l’approvazione definitiva. Sembrano passaggi complicati, in realtà si tratta di decisioni distinte: una è tesa alla parte strutturale, comprese opere alle stazioni di salita e discesa, l’altra riguarda invece la funivia vera e propria.

Il sindaco non si sbilancia sui tempi: «I cittadini – dice – saranno informati per tempo, non appena anche l’ente saprà qualcosa di certo sul pronunciamento ministeriale».

In vetta sono rimaste sette persone, alcune anche di una certa età. Sui social in questi mesi è montata la rabbia per quello che i tanti abitanti che hanno seconde case a Monteviasco, ritengono sia un “disservizio” non più sopportabile. Stesso pensiero è stato espresso dai ristoratori penalizzati dalla chiusura. L’incidente, le indagini giudiziarie, le perizie, i normali procedimenti necessari per stanziare denari da parte delle istituzioni per questo piccolo borgo montano: tutto questo e molto altro hanno dilatato i tempi ed ora, a queste latitudini, sperano che questa sia la volta buona.