Funivia, Avt scioglie le riserve

La Prealpina - 17/01/2019

Un altro passo fondamentale per la ripartenza della funivia di Curiglia con Monteviasco è stato compiuto e c’è sempre più ottimismo. AVT ha infatti sciolto alcune riserve ma rimangono dei passaggi formali. Ieri pomeriggio, all’Ufficio Territoriale Regionale di Varese, è stata indetta una riunione dall’assessorato ai trasporti regionale, per un serio piano di lavoro. Presente per la Regione, oltre al direttore dell’Assessorato, l’Ing. Aldo Colombo, il consigliere Giacomo Cosentino. Per la Provincia di Varese c’era l’assessore ai trasporti Paola Reguzzoni, poi il sindaco di Curiglia Ambrogio Rossi e il presidente dell’Agenzia per il trasporto Pubblico Locale del Bacino di Como, Lecco e Varese (TPL), Angelo Colzani. Avt è disponibile a traghettare il servizio fino ad un nuovo bando di gara che sancirà i prossimi gestori; ora si tratta di aggiustare il tiro su verifiche tecniche ed amministrative. Questo dato è fondamentale come lo è la copertura economica garantita ancora ieri da Regione Lombardia per riattivazione del servizio ed eventuali lavori. L’assessore con delega alla mobilità del Comune di Varese, Andrea Civati, ha annunciato a breve un incontro con l’Azienda varesina trasporti (Avt), a Curiglia, per verificare lo stato dell’impianto e per capire come può essere gestito, con quale personale. Anche perché chi deve far andare avanti ed indietro la cabina deve essere munito di apposito patentino, che attualmente ha solo chi ha gestito fino ad ora Monteviasco. Colzani ha ribadito il buon lavoro fatto da tutti gli Enti per questa che è una sorta di “maratona” per arrivare ad una soluzione che rispetti le prescrizioni che gli uffici ministeriali daranno al Comune di Curiglia, che devono poi essere elaborate da chi gestirà fattivamente l’impianto.

Sui tempi interviene invece l’assessore provinciale Paola Reguzzoni, felice dello sblocco dello stallo. «Rimangono aspetti tecnici da dirimere, a partire da quella che sarà la forza lavoro da mettere in campo. Capisco che c’è bisogno di tempo da una parte ma credo che dobbiamo dare risposte a quel territorio fino a che possiamo noi come Enti, poi i tempi ministeriali si vedranno. Mi piacerebbe la funivia fosse riattivata nel giro di 30 o 40 giorni, magari anche non a pieno servizio, per dare un po’ di respiro agli abitanti del luogo ed alle attività commerciali». Ieri, come ogni giorno dalla tragedia del 12 novembre, i Carabinieri si sono presentati a casa delle persone di Monteviasco con aiuti di ogni genere; vengono accolti come dei veri e propri benefattori.

La preoccupazione di queste persone per una soluzione non a breve termine aumenta di giorno in giorno. Non temono la neve, non temono il freddo, temono una sorta di lento abbandono mentre leggono notizie contrastanti su vari organi di informazione circa la riapertura dell’impianto. Ieri qualcuno, con gli occhi lucidi, ha detto che non vede le proprie figlie da diversi giorni perché non sempre c’è la salute o l’età per percorrere quella ripida mulattiera che sfianca anche le persone più giovani per scendere a valle.