Fuga dalle città e dal Covid Tutti a spasso per sentieri

La Prealpina - 14/01/2022

Il Covid non ferma la voglia di montagna, tutt’altro. In tempi di pandemia cresce la voglia di natura, offerta dalle tante possibilità di compiere passeggiate ed escursioni. Ma con l’aumento del numero di persone sui sentieri, resta sempre alto il numero di richieste di interventi per il Soccorso alpino.

L’inizio dell’anno, per la stazione di Varese del Cnsas (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico), rappresenta il periodo per tracciare un bilancio di quanto è stato fatto nei precedenti dodici mesi. Durante il 2021 gli “angeli della montagna” hanno effettuato in tutto 45 uscite, per trarre in salvo escursionisti smarriti, infortunati o semplicemente in difficoltà. Nello specifico: 32 chiamate sono state inerenti a soccorso a persone; in 4 casi si è invece trattato di escursionisti che avevano perso l’orientamento; 9, infine, le uscite ascrivibili a ricerche in campo di protezione civile. Mediamente sono stati impiegati 5 soccorritori per intervento. Un numero che è in linea, tutto sommato, con quello dell’anno precedente (il 2020), quando i casi furono 47 (di cui 28 per soccorso persona, 17 per ricerca, uno per perdita di orientamento e un’ulteriore uscita legata ad attività di protezione civile) e con l’impiego di una media di sei uomini a uscita). E che pone alcune riflessioni. Nel 2020, a causa del lockdown, le possibilità di praticare attività all’aperto sono state molto limitate. Ma quando è stato possibile farlo, in tanti hanno cercato un po’ di svago nella natura vicino a casa. E, non potendo uscire dalla regione (per raggiungere, ad esempio, le vicine montagne dell’Ossola e di tutto il Vco), ci si è concentrati sull’escursionismo di prossimità. Insomma, meno escursioni ma (quasi) tutte effettuate in zona e affrontate talvolta (forse) anche senza la necessaria preparazione fisica e un’accurata pianificazione a tavolino dell’itinerario.

«È in sostanza aumentata la frequentazione dei nostri sentieri, con percorsi di prossimità, e ciò spiega quindi anche l’elevato numero di interventi effettuati nel 2020», conferma Luca Boldrini, responsabile del Soccorso alpino varesino. Non solo: la spinta verso le passeggiate, soprattutto quelle domenicali, è derivata anche da un altro aspetto. «Può sembrare curioso ma ricordiamoci – evidenzia ancora Boldrini – che per un certo periodo sono rimasti chiusi anche i centri commerciali e, soprattutto alla domenica, qualcuno ha deciso di trascorrere un po’ di tempo nel verde vicino a casa, in alternativa al giro per negozi».

Con l’inizio dell’anno nuovo, tracciato il bilancio di quanto fatto nel 2021, il Soccorso alpino è quindi pronto a voltare pagina, guardando ai prossimi mesi con un occhio attento alla sicurezza in montagna, garantendo ancora una volta il suo impegno 365 giorni l’anno e 24 ore al giorno, grazie ai 25 volontari che compongono la Stazione di Varese, sempre disposti a correre in aiuto di chi si trova in difficoltà sui monti e nei boschi (siano essi escursionisti o cercatori di funghi) come nelle viscere della terra (con le squadre speleologiche).

E a proposito di pagine, le vicissitudini del Soccorso alpino varesino sono state raccolte in un libro, pubblicato lo scorso dicembre, in occasione dei festeggiamenti del trentesimo di fondazione della Stazione. Tre decenni di storia di un gruppo di amici che hanno a cuore la natura e la montagna e che svolgono un prezioso compito nell’interesse di tutta la comunità delle terre varesine.