Fronte compatto contro Enac Nel mirino il ministro Toninelli

Regione Lombardia spara bordate contro Enac (Ente nazionale aviazione civile) e si schiera senza dubbio con il Cuv (Consorzio unitario volontario). Dunque un appoggio importante e strategico per i nove enti aeroportuali che questa mattina (ore 9.30), primo giorno di Bridge, avranno un incontro decisivo con il prefetto Enrico Ricci. Incontro resosi necessario dopo che da Roma, per voce del direttore generale Alessio Quaranta, Enac ha disatteso tutti gli accordi presi tra le parti in commissione aeroportuale volti all’alternanza tra atterraggi e decolli lbloccando ogni pista a una funzione fino al 5 agosto. L’assessore regionale Raffaele Cattaneo (Ambiente), sentito anche il presidente Attilio Fontana, scende in campo al fianco dei sindaci del Cuv.

Atto grave

Poco spazio al politichese e tanto alla sostanza da parte di Cattaneo. Il quale non le manda a dire ai vertici di Enac. Punto primo: «Ritengo molto giusta e sensata la protesta dei sindaci nei confronti della decisione di Enac di buttare a mare un accordo costruito dopo mesi di faticoso confronto sulle rotte di uscita dei decolli di Malpensa». La scelta di Enac penalizza drammaticamente i comuni di Arsago Seprio, Casorate Sempione e Somma Lombardo. Sicché, l’assessore regionale interpella anche il ministro Danilo Toninelli (Infrastrutture e Trasporti) dal cui dicastero dipende l’Ente nazionale aviazione civile: «Vorrei sapere se è d’accordo». Punto secondo: «È sorprendente che Enac faccia saltare tutto perché per almeno dieci giorni vuole decolli su una sola pista con problemi di impatto acustico su due comunità». Punto terzo: «Enac giustifica la sua decisione per motivi di sicurezza, ma se Enac se ne accorge soltanto ora è inquietante. Ci spieghi quali sono». Punto quarto: «Le istituzioni del territorio vanno rispettate. Non si può fare un patto e poi dire in modo unilaterale che non si è più d’accordo».

No convinto

Intanto oggi i sindaci del Cuv sono in Prefettura. E si aspettano risultati: «Confidiamo che almeno stavolta Enac non sia assente ingiustificata». I nove primi cittadini parlano di scelta univoca. Scrive il Consorzio: «Questa modifica unilaterale mette in discussione tutto il lavoro svolto». Quindi, i Comuni non ci stanno. «È una decisione calata dall’alto senza considerare il territorio, chi ci abita e chi lo rappresenta: diciamo no». I nove enti rivendicano di essere stati pazienti e collaborativi nel ricercare soluzioni che limitassero il disagio dei cittadini. Ma la risposta di Enac va nella direzione opposta. Prima conclusione: «È stato superato il limite. Non condividiamo questa scellerata decisione». Seconda conclusione: «Una modifica di questa portata non tiene in considerazione la ricaduta che il traffico aereo porterebbe ai territori maggiormente coinvolti ovvero sia il possibile superamento del limite dei valori di inquinamento acustico ed atmosferico con un peggioramento significativo della qualità della vita delle popolazione coinvolte». E qui il Cuv davvero non transige.

Interrogazione parlamentare

Si mobilita poi Fratelli d’Italia. Si legge in una nota del partito: «Questa decisione non tiene in assoluta considerazione i disagi che il nuovo scenario proposto da Enac riverserà sulle comunità di sedime». FdI protesta con il sindaco Filippo Gesualdi (Ferno) e con un’interrogazione dell’onorevole Paola Frassinetti sempre al ministro Toninelli. «Al fine di conoscere quali azioni intende intraprendere per scongiurare il nuovo scenario che ha letteralmente buttato al vento mesi e mesi di duro lavoro».

Comuni in allerta contro il pericolo dei parcheggi abusivi

Con il Bridge i problemi non arrivano soltanto dal cielo. La chiusura di Linate per lavori di ristrutturazione comporterà, dal 27 luglio al 27 ottobre, il dirottamento (e quindi un aumento) dei voli su Malpensa. Di conseguenza ci sarà un incremento anche del numero di passeggeri. Se da un lato sono stati potenziati i collegamenti ferroviari e incentivati gli spostamenti in gruppo (con la condivisione dei taxi), un discorso differente deve essere fatto per i parcheggi. Sui terreni dei Comuni intorno ai due terminal sono presenti molti parking nei quali è possibile lasciare la propria vettura durante, a esempio una vacanza all’estero o un viaggio di piacere in Italia. La preoccupazione però riguarda sia la gestione delle automobili (più numerose rispetto allo scorso anno) sia la possibilità, come accaduto nell’estate 2018, dell’apertura di parcheggi abusivi.

Proteste da Varallo «Si può solo tacere»

«Funziona così. Non ascoltano nessuno e tutti devono stare zitti. La prova è l’ultima scoperta legata al Bridge con l’alternanza delle piste bloccata da Enac a Roma».

Non è certo colpito il presidente del Comitato dei cittadini di Varallo Pombia per l’aeroporto di Malpensa, l’avvocato Ferruccio Gallanti. Anzi punta il dito contro chi non ha accolto da subito le osservazioni e i dubbi mossi in questi mesi dal Comitato.

Aggiunge quindi: «Adesso tutti dicono che sarà un disastro. Ma dov’erano a gennaio quando ci siamo anche sentiti dare degli allarmisti? La realtà è che non è stato fatto quanto andasse fatto e i nodi vengono al pettine».

L’avvocato Gallanti insiste ancora sulla documentazione mancante.

«Devono fare uno scenario dell’impatto acustico e atmosferico e delle curve di isorischio-rischio terzi entro domani come sono altresì decisivi gli scenari preliminari dell’impatto ambientale e del rischio terzi. È fondamentale ricordare che manca ancora la Via (la Valutazione di impatto ambientale, ndr). Il Cuv ha sottovalutato quest’aspetto e sulla sponda piemontese invece nessun primo cittadino ha mai preso una posizione ferma sull’argomento. L’assenza della documentazione come quella da noi richiesta denota l’assenza di una valutazione preventiva sull’impatto ambientale e sugli scenari derivanti dal carico aeronautico che arriverà da Linate, e sul come gestirlo. Come si può prendere la decisione che ha visto cambiare la strategia presentata a tre giorni dal Bridge?». L’ultima scelta viene utilizzata anche per ribadire la mancanza di chiarezza sulle strategie legate allo scalo di Malpensa. «Ci hanno spacciato per “sperimentazione” una nuova ripartizione dei voli che ha visto di fatto raddoppiare i sorvoli della rotta 280 su Varallo Pombia sin da marzo 2019. Era previsto un periodo determinato di prova. Bene, stiamo ancora attendendo che cessi nonostante sia stato superato il limite indicato. Siamo quindi così sicuri che durante il Bridge le piste vedranno mai la prevista alternanza con lo scambio tra le operazioni di atterraggio e decollo?».

La chiosa di Gallanti è un attacco a chi ha preso questa decisione: «Con la decisione di ieri, Enac ha operato autonomamente senza passare per la Commissione aeroportuale e ora dobbiamo fidarci delle sue parole. Come però ci siamo fidati sulla sperimentazione ancora in corso delle rotte. La verità è che il territorio è stufo e che i sindaci hanno aperto gli occhi solo ora. Quanto sta accadendo non rivela forse che l’operato della Commissione aeroportuale è stato bocciato e che Enac da Roma ha esautorato gli impegni e le procedure di volo assunte da Sea e dai sindaci lombardi perché non adeguati alla realtà operativa dello scalo?».