Frontalieri, si decide Al via gli Stati generali

La Prealpina - 18/05/2016

Stati generali sui frontalieri, ci siamo. «Sono stati convocati per venerdì 20 maggio, alle ore 15 a palazzo Pirelli, per un incontro con il presidente Roberto Maroni, tutti i parlamentari lombardi, i sindaci di quei paesi che da almeno tre anni percepiscono i ristorni e i rappresentanti delle Comunità montane, delle Province, delle forze sociali e delle associazioni dei frontalieri, per condividere le tematiche che riguardano i lavoratori frontalieri e le problematiche che interessano i territori di confine e cercare, tutti insieme, di dare risposte concrete».

Lo ha dichiarato l’assessore al Post Expo e Città Metropolitana e delegata ai Rapporti con la Repubblica e Cantone Ticino di Regione Lombardia Francesca Brianza.

Finalmente si cerca insomma di fare fronte comune su una tematica particolarmente sentita sulla linea di confine dove le preoccupazioni serpeggiano da mesi e la firma dell’accordo fra Italia e Svizzera pare dietro l’angolo. «La revisione degli accordi bilaterali tra Italia e Svizzera – continua l’assessore – di cui si discute da molto tempo, sta arrivando alle battute finali. Il nuovo accordo, che sostituisce quello del 1974, è già stato parafato (firmato in via preliminare, ndr) il 22 dicembre scorso e nei prossimi mesi passerà dal Parlamento italiano per la ratifica».

Si è agli sgoccioli e quindi pare che per le modifiche richieste da più parti, la sabbia nella clessidra stia per finire: «In quella sede – precisa l’assessore Brianza – potremo giocarci le ultime carte perché si entrerà nel merito della nuova tassazione che graverà sui lavoratori frontalieri e sui trasferimenti ai comuni di frontiera. La convocazione di questo Tavolo ci è stata chiesta dal territorio e dal Consiglio regionale che, con l’approvazione della mozione relativa alla convenzione tra Italia e Svizzera, ha impegnato il presidente Roberto Maroni e Regione Lombardia a intervenire in merito alle questioni riguardanti i lavoratori frontalieri e i territori di confine». Certo la Regione Lombardia non potrà decidere nulla ma, essendo di gran lunga il territorio più importante a livello italiano, può fare una pressione non certo secondaria su Roma. In tal senso è importante che al tavolo siano stati convocati tutti i parlamentari lombardi, quello che poi dovranno votare (o meno) l’accordo italo-elvetico.

«A fianco del chiaro impegno di Regione Lombardia – afferma l’assessore – vogliamo ascoltare tutti gli altri interlocutori e chiediamo ai parlamentari lombardi, che ben conoscono la realtà dei territori di confine, una presa di posizione univoca a tutela degli oltre 60.000 lavoratori frontalieri e a garanzia delle risorse per i comuni di frontiera. Si tratta di un atto forte che permetterà di portare le istanze dei frontalieri nei palazzi romani e costringerà la politica a occuparsi delle annose questioni che necessitano, una volta per tutte, chiarezza e risoluzione».