Frontalieri «Ristorni a rischio, serve l’alleanza dei sindaci»

I ristorni fiscali dei frontalieri sono oggetto in queste settimane di diversi incontri da parte di rappresentanti istituzionali del territorio lombardo. Ieri a Como, e oggi a Luino (come aveva già annunciato il vicesindaco Alessandro Casali), a trattare questo tema è l’assessore regionale lombarda delegata ai Rapporti con la Confederazione, Francesca Brianza. Un incontro, quello organizzato da lei, che vede riuniti anche i sindaci dei Comuni di frontiera che beneficiano di questo strumento (le tasse che i frontalieri pagano in Svizzera e che Berna restituisce, in parte, all’Italia). Sindaci ai quali chiede di fare squadra. «Negli ultimi anni -dichiara Brianza- il numero dei frontalieri, concentrati principalmente nelle province di Varese e Como, è cresciuto notevolmente, passando da circa 43.000 unità nel 2011 a quasi 53mila nel 2015. Il numero dei lavoratori frontalieri è in costante aumento e questo comporta un conseguente incremento delle risorse ristornate ai territori». Oggi (dati aggiornati allo scorso novembre 2017 dall’Ufficio federale di Statistica) i lavoratori italiani occupati nel solo Ticino sono 65.184 e il settore terziario la fa da padrone, con 41.181 impiegati, il 7,1 per cento in più rispetto al terzo trimestre del 2016.

«Quest’anno -ha specificato l’assessore- le somme attribuite alle Province, in base ai criteri di Regione Lombardia, ammontano a quasi 14 milioni di euro: circa 7,6 milioni di euro alla provincia di Varese e 5,7 milioni alla provincia di Como, che e verranno utilizzati per spese di manutenzione di edifici pubblici, impianti, strade, piste ciclabili. A queste risorse si aggiunge la fetta più grande: 22,867 milioni di euro per i Comuni della provincia di Como e 21,743 milioni di euro per i Comuni della provincia di Varese, ripartiti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze secondo i criteri stabiliti da Regione Lombardia». L’esponente della Lega Nord ribadisce l’importanza di queste imposte che riceve l’Italia, vitali per i Comuni, le Province, le Comunità montane. Per l’assessore è difficile immaginare di non ricevere più in futuro queste risorse: «Ciò causerebbe un impoverimento dei territori di frontiera senza precedenti. Il nuovo accordo fiscale, che non prevede questa modalità di finanziamento, prospetta preoccupanti scenari che vogliamo scongiurare in tutti i modi». Per questo, la responsabile dei rapporti tra la Lombardia e la Svizzera propone «un’alleanza tra tutti i sindaci dei territori di frontiera, al di là del colore politico, per difendere ciò che ci spetta di diritto: uno strumento che ci ha sostenuto negli ultimi 40 anni, che ha costituito una certezza garantita nei bilanci dei nostri enti pubblici».

L’appuntamento a Luino è per oggi, alle 17.30, in sala consiliare.