Frontalieri, ok ai ristorni Pronti 83 milioni di euro

La Prealpina - 26/06/2020

Il Governo ticinese mercoledì ha autorizzato il versamento integrale all’Italia della quota di imposte alla fonte sul reddito 2019 dei lavoratori frontalieri, secondo il tanto discusso accordo italo-svizzero del 1974. Fin qui la notizia positiva per la regione di frontiera, mentre quella meno buona è che la trattenuta effettuata nel 2019 relativa al Comune di Campione d’Italia, (sono circa 3,8 milioni di franchi), viene mantenuta in attesa di risolvere gli scoperti ancora attivi con il comune rivierasco per i servizi che il Ticino ha svolto su quel territorio, (a partire dalla rimozione dei rifiuti fino ai trasporti).

Il versamento integrale dei ristorni a beneficio dei Comuni italiani di confine, riconosciuto a titolo di ristorno delle imposte alla fonte 2019 sul reddito dei lavoratori frontalieri, è di oltre 89 milioni di franchi: al netto del cambio di ieri si tratta di oltre 83 milioni di euro.

Il Governo ticinese, da parte sua, non manca di sottolineare come sia urgente arrivare ad una conclusione sul nuovo accordo fiscale che riguarda i frontalieri.

«Malgrado l’ingiustificato perdurare della situazione di stallo venutasi a creare dopo la parafatura del nuovo Accordo sull’imposizione dei frontalieri del 22 dicembre 2015 – scrivono da Bellinzona – il Consiglio di Stato ha deciso di versare l’intero montante dei ristorni relativi al 2019 per favorire una pronta risoluzione dell’annosa questione. Lo ha fatto tenendo in considerazione la lettera congiunta firmata dal Cantone e dalla Regione Lombardia il 30 aprile 2020 all’attenzione dei Ministri delle finanze di Svizzera e Italia, nonché della lettera trasmessa dal Consigliere federale Ueli Maurer al Governo cantonale il 19 giugno scorso, nella quale evoca la volontà di ambo le parti di riattivare i contatti (interrotti a causa della pandemia) così da poter giungere finalmente alla conclusione del nuovo accordo». A Bellinzona si riferiscono ad una lettera resa nota dal Pd nelle settimane scorse, nella quale Regione e Cantone hanno messo nero su bianco una possibilità di intesa che non è piaciuta per nulla, appunto, ai deputati e consiglieri regionali Dem. Si sono fatti sentire, infatti, dopo la rivendicazione dell’assessore regionale con delega ai rapporti con la Svizzera, Massimo Sertori. «Regione Lombardia c’entra poco – dicono Alessandro Alfieri e Samuele Astuti – sono risultati raggiunti grazie a un impegno serio e costante del Governo italiano, ribadiamo, nel tessere positive relazioni con Berna e nel proteggere i lavoratori che onestamente si guadagnano da vivere oltre confine. Va però chiarita una cosa: non abbiamo intenzione di svendere i nostri lavoratori per qualche euro in più di ristorni. Bene le cifre sbloccate dalla Svizzera, ma non apriremo mai un negoziato su nuove fiscalità sotto ricatto».