Frontalieri, nuova tassazione rinviata

La Provincia Varese - 23/02/2017

Al di qua del confine l’instabilità politica italiana con un governo e un parlamento che possono saltare da un momento all’altro. In Svizzera e Canton Ticino invece, è in corso un confronto aspro con l’Unione europea in tema di libera circolazione delle persone e lo scandalo sull’ufficio Migrazione di Bellinzona, assieme alle parole anti-italiane di Norman Gobbi, il ministro dell’Interno, non hanno di certo aiutato a rasserenare il clima. Morale: l’incontro di lunedì e martedì svolto a Roma dalla delegazione ticinese guidata da Paolo Beltraminelli, presidente del Consiglio di Stato ticinese, il governo cantonale, ha avuto un esito interlocutorio. E probabilmente l’accordo fiscale fra Italia e Svizzera, quello che vuole rivoluzionare la tassazione dei frontalieri, è stato rinviato a data da destinarsi. Viste le premesse c’era da aspettarselo, ma è curioso che, per una volta, il non decisionismo della politica è favorevole ai cittadini e, in particolare, ai lavoratori pendolari del confine: «Aspettavamo con molta impazienza – commenta Eros Sebastiani, presidente dell’associazione frontalieri Ticino – l’incontro tenutosi a Roma fra una delegazione ticinese capeggiata dal presidente Beltraminelli e politici italiani sul tema della nuova tassazione per i frontalieri dentro la fascia dei 20 chilometri. Alla fine hanno soltanto fatto il punto della situazione e cioè, per il momento, non si farà nulla. Bisogna prima votare il nuovo parlamento che poi dovrà fare il nuovo governo e a quel punto dovranno riprendere in mano il tutto. Quindi prima del 2020 non ci dovrebbe essere traccia, però chiaramente dobbiamo essere sempre sul pezzo perché potrebbero mettere qualcosa nel decreto Mille proroghe».