Frontalieri, il secondo pilastro è salvo

La Prealpina - 31/05/2017

Due buone notizie per i frontalieri, in materia di semplificazione e tassazione delle rendite percepite. La prima è che grazie ad un emendamento presentato dal deputato ossolano Enrico Borghi, capogruppo del Pd in commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati, tutte le prestazioni pensionistiche (LPP) – compreso quindi il cosiddetto “secondo pilastro” , corrisposte da enti o istituti svizzeri, verranno tassate nella misura del 5%, anziché secondo l’ordinaria tassazione Irpef che prevede aliquote progressive per scaglioni di reddito, a partire dal 23% per arrivare al 43% sui redditi più elevati. La seconda novità prevede l’esonero dall’obbligo di dichiarare in Italia i conti correnti detenuti all’estero esclusivamente per l’accredito degli stipendi o di altre competenze derivanti da attività lavorative ivi svolte; l’esonero riguarda anche il coniuge e i famigliari di primo grado eventualmente cointestatari o titolari di deleghe sullo stesso conto. Soddisfazione per l’esito dell’iter, che ora prevede l’inserimento della misura nel testo finale della manovrina che nelle prossime ore sarà votata dal Camera con probabile voto di fiducia, viene espressa dal presentatore dell’emendamento: «Da oggi i lavoratori frontalieri attivi e quelli pensionati hanno certezze in questo campo, e siamo arrivati a questo risultato anche grazie al confronto con le parti sociali e gli enti territoriali, ad iniziare dalla Provincia del Vco che ha ben esercitato la sua funzione riconosciutale dalla legge Delrio in materia di politiche transfrontaliere, a dimostrazione che non si tratta di una riforma fatta solo sulla carta ma di una norma che risponde ad esigenze concrete dei nostri concittadini».

Soddisfatti ovviamente anche e soprattutto loro, i frontalieri: «E’ un risultato atteso da anni – spiega dal Coordinamento provinciale dei frontalieri del Vco, Antonio Locatelli – che permetterà ai lavoratori frontalieri di poter finalmente trovare il giusto riferimento normativo che mancava nel sistema tributario italiano. Anche le forme di prepensionamento saranno da ora assoggettate ad un’imposta pari al 5%, come previsto dalla voluntary disclosure».