Frontalieri – Giù i guadagni, su il reddito

I frontalieri guadagnano sempre di meno rispetto ai colleghi residenti svizzeri. Tuttavia il loro potere d’acquisto, in questi anni, è aumentato. Sono le stranezze dell’economia dove, se la coperta viene tirata da una parte, non è detto che si resti scoperti dall’altra.

In tal senso, nonostante i problemi che coinvolgono pure l’economia del Canton Ticino, i licenziamenti e le minori tutele rispetto al mercato del lavoro svizzero, complessivamente, in questi anni, i frontalieri che hanno mantenuto o trovato impiego su suolo elvetico, se la sono passata bene. Lo dice il quindicesimo rapporto dell’Osservatorio sulla libera circolazione delle persone fra Svizzera e Unione europea, redatto dalla Segreteria di Stato dell’economia (Seco).

All’interno delle 111 pagine della relazione, la parte più interessante per il Varesotto riguarda quello dei frontalieri. Qui spicca un numero: -9,2%. Si tratta di quanto viene mediamente preso in meno da un frontaliere rispetto a un collega svizzero o a uno straniero residente. Una differenza aumentata parecchio rispetto al -7,7% del 2008. In tal senso, la Seco sottolinea come la metà di questo differenziale sia inspiegabile, mentre l’altro scarto dipende da diversi fattori comprensibili: la formazione, l’età, la professione esercitata, il settore d’attività e l’esperienza.

I frontalieri, insomma, sono il gruppo di lavoratori che guadagna peggio in Svizzera: tra il 2010 e il 2018, infatti, il livello salariale delle persone entrate in Svizzera per effetto della libera circolazione delle persone è risultato in media inferiore soltanto dello 0,4% a quello delle persone che occupavano posti analoghi prima dell’entrata in vigore dell’accordo.

Per zona di provenienza, a cavarsela meglio sono i cittadini del Nord Europa e dell’Europa occidentale che, con pari caratteristiche, ricevono in media un salario superiore del 2% a quello delle persone residenti permanenti. I lavoratori provenienti dall’Europa del Sud (-4,3 %) e dall’Europa dell’Est (-5,9 %) ottengono in media retribuzioni leggermente inferiori.

Tuttavia questo gap salariale dei frontalieri è stato mitigato dal forte apprezzamento del franco svizzero, che, in realtà, ha aumentato il potere d’acquisto di chi, come i lavoratori italiani pendolari con la Svizzera, riceve un salario in franchi.