Frontalieri e Tfr, la Svizzera vuole cambiare

La Prealpina - 16/11/2018

Al Parlamento svizzero giace da un anno una proposta di legge per cancellare la possibilità di scelta fra riscatto intero del capitale e rendita sul secondo pilastro. Ne discuteranno a breve? Ci sarà una modifica sostanziale del Tfr svizzero a cui hanno diritto migliaia di frontalieri varesini? Di certo, nei prossimi mesi bisognerà rimanere informati. Nel frattempo in questi giorni, è particolarmente informato chi ha partecipato al ciclo di incontri organizzato da Ticino confronti e Progetto per la tutela del frontaliere, col benestare di cinque Comuni di frontiera del Varesotto che hanno ospitato delle serate informative sul tema della previdenza. Appuntamenti da cui sono emerse alcune novità potenzialmente importanti come la proposta di legge sul secondo pilastro. Come ha detto Luigi Bernaschina, direttore di Ticino confronti, un domani chi lavora in Svizzera potrebbe non avere più la facoltà di decidere se, una volta in pensione, potrà ritirare tutto il capitale della liquidazione, ma questa somma dovrà obbligatoriamente essere corrisposta sotto forma di rendita: «Questo cambiamento – ha detto l’esperto – potrebbe arrivare perché la politica si è accorta che in molti, ritirando subito il capitale, si sono dati alla bella vita, hanno speso tutto in pochi anni e poi sono andati in assistenza sulle spalle dello Stato. Con una rendita fissa ciò non avverrà ma, chiaramente, visto che la pensione svizzera, sommando primo e secondo pilastro è molto più bassa rispetto all’ultimo stipendio, sarà fondamentale valutare di stipulare forme di previdenza alternativa».

Durante gli incontri, che martedì saranno ospitati anche a Clivio, sempre alle ore 19.15, è emerso anche come il sistema svizzero della previdenza sia decisamente più stabile e semplice. Mentre in Italia, fra riforme, scaloni, quota 100 e chi più ne ha più ne metta, si rischia di non capire nulla, nella Confederazione elvetica, il sistema, è stabile e funzionante da decenni.