Frontalieri e disoccupazione paga lo Stato dove si lavora

I frontalieri che perdono il lavoro potrebbero ricevere la disoccupazione dalla Svizzera e non dall’Italia. Sarebbe un bel vantaggio visto che, in questo modo, riceverebbero il 70% o l’80% della media degli ultimi 6 o 12 salari, a seconda della situazione, rispetto all’attuale Naspi italiana. Tradotto: visto che lo stipendio elvetico è decisamente più alto rispetto a quello italiano, questo cambiamento potrebbe modificare in meglio la portata dell’ammortizzatore sociale. A descrivere la situazione è Andrea Puglia, sindacalista dell’Organizzazione cristiano sociale ticinese: «I dipartimenti tecnici dell’Unione europea – dice il sindacalista – hanno dato il loro consenso ufficiale a una proposta in materia di disoccupazione elaborata dalla Conferenza europea dei sindacati, inserita in un testo giuridico comunitario che si applica a tutti gli Stati aderenti all’accordo sulla libera circolazione delle persone». E, quindi, pure alla Svizzera che è fuori dall’Ue ma dentro l’area Schengen. «La novità – aggiunge Puglia – prevede che i frontalieri, in futuro, potrebbero avere diritto a percepire l’indennità di disoccupazione nello Stato dove hanno lavorato a partire dal sesto mese di disoccupazione in poi, mentre i primi cinque mesi continuerebbero a essere garantiti dallo Stato di residenza. È stato chiesto anche di potenziare il diritto per i lavoratori di tutta Europa a poter esportare la propria indennità di disoccupazione all’estero fino ad un massimo di quindici mesi per poter ricercare lavoro, mentre questo diritto, oggi, è di soli tre mesi».

Dal sindacato, tuttavia, sono prudenti, per due ragioni: «La prima è che queste modifiche potranno divenire ufficiali solo se il Parlamento europeo voterà in modo favorevole, un fattore tutt’altro che scontato. Come detto per il momento è arrivato solamente l’ok dei tecnici dell’Unione europea». La votazione del Parlamento avverrà nei prossimi mesi. Nel frattempo «qualora le misure proposte venissero approvate – conclude Puglia – non si applicherebbero in modo automatico anche alla Svizzera in quanto essa, in base agli accordi che ha con l’Ue, in caso di modifiche sulla libera circolazione delle persone ha il diritto a negoziare delle condizioni particolari di favore, compresa l’esenzione a dover applicare queste nuove norme».