Francisca, i sentieri sono affollati

La Prealpina - 23/07/2020

Pochi chilometri dalla città e si entra in un altro mondo, dove uomo e natura dialogano ancora da vicino. Così, al successo della Cascata del Pésec cui abbiamo dato conto nei giorni scorsi con centinaia di visitatori accorsi in cerca di refrigerio e natura in poche settimane, si aggiunge ora quello che riguarda il tratto brinziese della Via Francisca, antico percorso romano-longobardo che dal lago di Costanza porta a Pavia passando per la Svizzera ed entrando in territorio italiano a Ponte Tresa, per un totale di 510 chilometri; a Pavia si congiunge poi con la Via Francigena in direzione di Roma.

E’ molto probabile che le costrizioni sanitarie indotte dal Coronavirus stiano spingendo alla riscoperta del “turismo lento” a poca distanza da casa, da effettuare in bicicletta o a piedi, a volte di un solo giorno, a volte per più giorni e con lo zaino in spalla.

Numerosi pellegrini o comunque amanti del trekking si vedono in questi giorni d’estate provenire in paese da Ganna dopo aver oltrepassato i contrafforti settentrionali del Monte Martica, da dove la vista spazia sulle valli settentrionali della provincia, il lago Maggiore e la catena alpina; lasciato il bosco, entrano a Brinzio.

E cominciano a guardarsi intorno, percorrendo i bellissimi tratti di sentiero ancora ricoperti dalla “rizada” in porfido rosso locale. Ad un certo punto scendono nel centro storico, che è rimasto uno fra i pochi del Varesotto ad essere rimasto pressoché intatto nella pavimentazione di sassi spaccati a mano e nella struttura urbana composta da case di cortile e vie strette e tortuose.

Un vero gioiello, che si apre davanti agli occhi dei turisti: si fermano a ristorarsi e soprattutto scoprono il Museo che si trova accanto alla sede del Parco Regionale Campo dei Fiori: si tratta del Museo della Cultura rurale prealpina, sorto grazie alla collaborazione fra Amministrazione comunale e Università dell’Insubria, con ampie testimonianze della civiltà contadina.

Attaccano poi i pendii del Campo dei Fiori avendo come meta la Via Sacra che conduce al santuario di Santa Maria del Monte. Un percorso ben segnato e dal sapore antico che il “turismo di prossimità” aiuta a riscoprire in tutta la sua bellezza.