Formaggella Luinese ritirata «Possibili batteri»

La Prealpina - 31/07/2020

C’è costernazione presso il Consorzio per la tutela della Formaggella del Luinese, il primo formaggio Dop in Italia prodotto con il 100% del latte di capra crudo, per quanto accaduto e comunicato ieri dal Ministero della Salute rispetto ad un lotto di prodotto venduto in un supermercato per il quale è stato emanato un avviso di richiamo per la possibile presenza di escherichia Coli Stec. Il formaggio richiamato è stato prodotto – come riferisce il documento di avviso ministeriale e la dicitura sulla pezza – per l’azienda Agricola Il Vallone di Crivelli Mattia. Il lotto di produzione è il 18E.

«Si invitano i consumatori – dicono da Roma – che avessero acquistato nel reparto gastronomia/formaggi dal 13/7/20 al 28/7/20 preincarti di questo articolo (tutte le scadenze fino al 04/08/20) a non consumare il prodotto e a riportarlo presso il punto vendita dove è stato acquistato».

Naturalmente il riferimento circa la possibile contaminazione riguarda solo questo lotto specifico, non l’intera produzione di questo speciale formaggio sostenuto dal Consorzio che è stato in grado di ottenere il marchio Dop. Proprio dal Consorzio fanno sapere che è stato prontamente ritirato tutto, in collaborazione con l’azienda sanitaria, perché i produttori sono in grado di rintracciare ogni loro pezza grazie ad un sistema preciso di monitoraggio. Gli allevatori spiegano il rammarico per quello che verosimilmente è un errore umano su formaggi prodotti durante il periodo Covid, con a casa gli operai, con la stanchezza di un periodo difficile da affrontare da soli nelle fattorie. Prova ne è, dicono, che in 20 anni non si è mai verificata una situazione del genere con questo alimento. Credono che anche di questo, della fatica enorme che fanno i produttori in queste ore, è doveroso tenere conto nel “tritacarne” dei social network. Un ultimo pensiero i produttori lo dedicano al sistema sanitario lombardo e all’Ats Insubria che ha lavorato celermente per la tutela dei cittadini, ancora prima che fosse pubblicata l’allerta ministeriale.