Foresta, anzi ciclabile

La Prealpina - 12/09/2019

Non è da tutti attraversare un tratto di foresta senza spostarsi dal lago di Varese. Eppure è quanto capita in alcuni punti della pista ciclopedonale. Uno su tutti: poche centinaia di metri a Biandronno, tracciato stretto stretto, quasi impossibile da attraversare a causa delle erbacce cresciute ai lati. Ridotta ulteriormente la striscia di asfalto, al punto che si deve fare lo slalom e il doppio senso di marcia in contemporanea per due bici è quasi impossibile. Il traffico dovrebbe essere regolato per evitare incidenti, letteralmente, soprattutto in alcuni punti con curve cieche. «Le erbacce hanno talmente invaso la pista da ostruirne il passaggio nelle vicinanze dell’ex hotel Continental, davvero una brutta situazione quella che affrontano le tante persone, sempre di più quelle che usufruiscono della pista, che rimane splendida», racconta Luca Vezzini, sportivo che va spesso a correre sull’anello immerso (fin troppo, ora) nella natura. «È un vero peccato non fare anche minime manutenzioni, dovremmo essere la Land of turism e ci perdiamo in queste piccole cose». In alcuni tratti, poi, vi sono staccionate rotte, paletti spezzati, panchine rovinate, segni molto spesso del passaggio di vandali o semplicemente di incuria a degrado, evidenziati dal trascorrere del tempo. Chi deve occuparsi della cura dell’anello per podisti e ciclisti attorno al lago? «La Provincia, siamo noi», dice fugando incertezze e dubbi del passato, Marco Magrini, consigliere delegato alla Viabilità. «Possiamo capire che vi siano tratti con vegetazione cresciuta un po’ troppo e che può sfuggire al controllo, in ogni caso stiamo provvedendo al rinnovo dell’appalto per la manutenzione». La competenza della Provincia riguarda dall’asfalto, al verde, alle staccionate lungo tutto l’anello della pista tranne circa otto chilometri, quelli che riguardano il Comune di Varese, praticamente il tracciato compreso, più o meno, tra la rotonda del Tigros dopo Buguggiate fino a Groppello di Gavirate. La competenza di quel tratto di strada, che per un lungo percorso costeggia la lacuale, «è stata infatti ceduta al Comune di Varese», sottolinea il consigliere provinciale Magrini. L’immagine di poca cura e di sporcizia è data anche dal fatto che i cestini lungo la pista siano spesso stracolmi all’inverosimile e non solo nel fine settimana, quando il viavai di frequentatori è così sostenuto da fare pensare allo struscio nel centro di una città. Dalla Provincia ricordano che «in teoria vi è un accordo con i vari Comuni», affinché si proceda a svuotarli. Che peccato

Percorsi più belli con lo sponsor

Uno sponsor per la pista ciclabile. Un’azienda che se ne prenda cura, pagando la manutenzione del tracciato, del verde, di tutto ciò che rende bello e accogliente camminare, correre o andare
in bici lungo l’anello attorno al lago di Varese. Non tutti
i 28 chilometri, ma 20, perché una parte è sotto la
competenza diretta del comune
di Varese. La sponsorizzazione
tecnica prevede l’impegno di imprenditori e società commerciali
o altri organismi costituiti in termini di legge, che conducano o facciano compiere «interventi di sistemazione a verde o in materia
di arredo urbano, per un periodo
di tre anni e con un cronoprogramma definito delle prestazioni di manutenzione minima ordinaria», sottolinea
Marco Magrini, consigliere di Villa Recalcati delegato
alla Viabilità. Il bando della Provincia (scadenza il 23
settembre) nasce da un’ idea già presentata mesi fa,
quando Magrini rilanciò una proposta di Mauro Temperelli, segretario generale della Camera di Commercio, raccolta dal presidente Fabio Lunghi.

Tutta la provincia a piedi e in bici

– Non solo l’anello attorno al Lago di Varese. La Provincia sta coordinando i rapporti con vari enti per la realizzazione di un gran numero di collegamenti ciclopedonali. Uno degli ultimi provvedimenti firmati a Villa Recalcati riguarda infatti l’accertamento dell’entrata delle quote dei partner per il progetto Interreg che riguarda la mobilità ciclabile transfrontaliera nei territori della Valle Olona, del Lanza e del Mendrisiotto: il contributo approvato per la parte italiana è di oltre 2 milioni e 300mila euro di cui un milione e 300mila circa in capo alla Provincia. Altri percorsi riguardano il collegamento da Ganna alle Grotte di Valganna (il progetto c’è già, il costo complessivo è di due milioni di euro e fa capo alla Comunità Montana del Piambello). Obiettivo: proseguire fino a Varese. Altro tracciato, sempre più vicino, quello della pista che congiungerà Besozzo con Cocquio Trevisago e Gavirate. La fase del progetto è ormai esecutiva. Altri progetti sono in fase di studio. Si passerà da 170 a 270 km di piste.

«Ora ripariamo il ponte sul Bardello»

– Solo chi non è proprio un emulo di Nibali sa quanta fatica si faccia ad allungare il giro della ciclabile seppure di trecento metri o poco più, per passare sull’altra parte della pista, quello più vicino alla strada percorsa dalle auto. Il ponte principale, quello sul Bardello, è infatti chiuso al… traffico. Bisogna costeggiare il fiume, stradina con i sassi o particolarmente stretta. Cartelli e reti indicano lo sbarramento del ponte. Si va avanti da mesi, dallo scorso aprile. La struttura non regge, è ammalorata, le parti in legno, basta guardarle, non sembrano più solide come un tempo. Bisogna intervenire. Una operazione che costa parecchi soldini, motivo per cui finora è stata rinviata. Ora, si cambia: «Speriamo di regalare alla comunità, entro Natale, un ponte tutto nuovo – dice Marco Magrini consigliere provinciale delegato alla Viabilità -. Proprio in questi giorni stiamo valutando come intervenire, sappiamo che il costo dell’opera si aggira sui 50-60mila euro». Il ponte è realizzato in legno e presenta lesioni che lo rendono, semplicemente, pericoloso. Motivo per cui è stato impedito il passaggio. A tutti garantiva la possibilità di godere di uno dei panorami più belli di tutta la pista ciclopedonale. In quel punto, infatti, il lago confluisce nel Bardello e si può ammirare il canneto, da una parte, e guardando dall’altra si possono vedere le chiuse. Il punto è molto frequentato, anche per la partenza, non distante, tra le più amate, per la pista ciclopedonale, e cioè il lido di Gavirate.