Fondi PNRR – I Comuni varesini guidano la rivoluzione del Nord

La Prealpina - 13/01/2022

C’erano una volta i manifesti con la Gallina dalle uova d’oro, quelli del Tas Lumbard e tutta la letteratura leghista di stampo filo-bossiano. Adesso i tempi sono cambiati. ll fronte del Nord non è circoscritto a un solo partito ma coinvolge, se non tutto, buona parte del fronte parlamentare. E prende abbrivio da un territorio stretto tra la moderna Milano e la vicina Svizzera. È dalla provincia di Varese che parte il richiamo al governo sui soldi del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza). Qui sono arrivate solo le briciole, bisogna cambiare registro.

L’orgoglio pragmatico

Dall’orgoglio varesino e dalla necessità, espressa da un presidente della Provincia pragmatico come Emanuele Antonelli, nasce il richiamo a unirsi per (ri)cominciare a contare. Insieme al sindaco del capoluogo Davide Galimberti e con il coinvolgimento di tutti i principali Comuni, a cominciare da Gallarate dove Andrea Cassani ha già lanciato il richiamo «a farsi sindacato», parte una cordata per far capire a Roma che qui c’è un territorio che ha bisogno di risorse per tradurre nel concreto i propositi di rilancio dell’intero Paese.

L’addio ai campanili

Non è una mossa da poco, quella che hanno deciso di portare avanti i sindaci delle città principali del territorio. Significa mettere da parte la vecchia storia dei campanili, peggio degli orticelli, per cominciare a fare sistema. Un proposito più volte auspicato ma mai realizzato. Ora arriva il momento della verità. Una strategia che non deve essere interpretata come un’operazione contro il Sud per il Nord. Tutt’altro. È finito il tempo degli inutili slogan, in larga parte disattesi. Il 2022 può diventare l’anno della concretezza per far sì che questo lembo di terra, in cui è collocato (non bisogna dimenticarlo) quello che potrebbe essere l’aeroporto più importante d’Italia, riprenda quel cammino virtuoso interrotto dal Covid e, prima ancora, da inutili e controproducenti freni politici.

La strategia bipartisan

La rivoluzione del Nord (così dovrebbe essere chiamata) parte dalla provincia di Varese ma non è isolata. Tanto è vero che ieri si sono mossi i partiti con una strategia bipartisan, a conferma dell’importanza del tema. Il senatore varesino Alessandro Alfieri (Pd) presenta subito un’interrogazione al ministero dell’Interno per chiedere conto dell’80% circa dei fondi della prima tranche del Pnrr finiti ai Comuni del Mezzogiorno. «Ho domandato un ulteriore stanziamento di risorse – spiega – affinché siano finanziati tutti i progetti dichiarati ammissibili». Oggi l’argomento dovrebbe già andare in discussione a Palazzo Madama.

L’indice di vulnerabilità

Intanto si apre il fronte regionale perché il coordinatore della Lega lombarda Fabrizio Cecchetti e il responsabile dei sindaci Giacomo Ghilardi si muovono per coinvolgere tutti i Comuni lombardi su un ordine del giorno condiviso in cui chiedono al governo «di integrare le risorse per finanziare tutti i progetti rimasti esclusi in base a nuovi criteri di assegnazione e allocazione e rivedere l’indice di vulnerabilità per cui paradossalmente i Comuni più virtuosi, soprattutto al Nord, sono stati penalizzati dall’assegnazione dei fondi».

Uno slogan da smentire

Insomma, la partita è appena iniziata. Al governo l’appello per dare respiro a un’area che serve da volano per la crescita di tutto il Paese. La speranza è che il messaggio venga raccolto. Altrimenti avevano ragione quei cartelli quando, riferendosi ai lombardi, mostravano un inequivocabile: «Paga e taci». Tocca a Mario Draghi smentire quello slogan.