Florovivaisti appassiti

La Prealpina - 27/03/2020

In questi giorni, nelle serre e nelle aziende florovivaistiche trionfano le spianate colorate di primule, viole, gerani e tanto altro. Ma, anziché andare a decorare balconi, giardini e abitazioni, la destinazione di queste piantine sarà probabilmente il macero. Nella terra della “Città giardino”, l’annata 2020 sarà arida e spoglia: niente fiori, niente colore. Tanto che Coldiretti parla di «disastro». Confagricoltura di «aziende al palo e di rischio chiusura». Fra i settori economici maggiormente colpiti dal Coronavirus c’è il florovivaismo che, in provincia di Varese, rappresenta uno dei comparti trainanti dell’agricoltura. Nella nostra provincia, infatti, sono quasi 1.000 le aziende florovivaistiche, un numero che, in Lombardia, è praticamente alla pari con territori come Milano, Bergamo e Brescia che, solitamente hanno numeri più pesanti del Varesotto in molti settori. In più, il problema di fiori e piantine è doppiamente impattante, perché il Coronavirus è sbocciato proprio nei tre mesi di massima fioritura del mercato florovivaistico: e quindi marzo, aprile e verosimilmente si andrà avanti, come minimo, fino a maggio. «Questo è il periodo in cui si lavora di più – racconta Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese – e, oltre al danno, c’è pure la beffa di dover ammassare e buttare tutto: primule, viole, sulfinie, gerani, begonie, fior di vetro. E poi le categorie di piantine da orto per gli hobbisti. Non possiamo tenerle in magazzino e poi rivenderle quando sarà finito tutto: se non si piazzano entro 15-30 giorni, vanno al macero. Per cercare di parare il colpo con questa situazione devastante, chiediamo fin da ora degli aiuti sostanziosi». Sulla stessa linea Giacomo Brusa, «Le aziende sono al palo e le produzioni iniziano a essere buttate – dice il presidente di Confagricoltura Varese -. Almeno in queste ultime ore si è accesa una luce, visto che il ministero e la Regione si sono mossi per capire e affrontare la tragedia del settore. Chi produce e vende al dettaglio si è riorganizzato per cercare di consegnare a domicilio. Purtroppo, però, questo sistema permette ad alcune aziende di sopravvivere a malapena perché, a fine giornata, dopo 20-30 consegne, si porta a casa l’1-2% di quello che si incasserebbe in una situazione normale. Mentre le aziende di sola produzione non hanno lo sbocco dei garden center e nemmeno dei supermercati, che si sono concentrati sui rifornimenti di cibo e hanno ristretto gli assortimenti».

Un comparto in crescita

Ecco alcuni numeri del florovivaismo in provincia di Varese e in Lombardia. I dati, soprattutto paragonati con quelli del passato, indicano l’enorme crescita del settore in questi anni, spinto soprattutto dalla creazione di imprese nuove e guidate da giovani. 7.006 le aziende del settore in Lombardia. 2.503 sono totalmente florovivaistiche 4.503 sono di manutenzione del verde 17% è l’incremento in cinque anni. 957: le aziende in provincia di Varese, dietro soltanto a Milano (1.107) e appena davanti a colossi come Brescia e Bergamo. Dal 2007 a oggi, il numero di imprese varesine del settore sono triplicate. 220 milioni: il valore della produzione florovivaistica annua della Lombardia. 16mila: gli addetti del settore in Lombardia. Solo nel 2013 erano appena 10mila. 20%: sono le aziende guidate da giovani