Fioriscono le serre, raggiunti i 13 ettari

La Prealpina - 20/10/2017

Le agevolazioni fanno sorridere il settore verde anche in provincia di Varese. Bonus fiscale del 36% per le sistemazioni di terrazzi verdi e giardini: parte anche da qui – secondo la Coldiretti di Varese – il rilancio del settore florovivaistico che, nonostante la crisi, non si è arreso e negli ultimi tre anni ha deciso lo stesso di investire, tanto che le serre sono passate in provincia da 0,4 a 13 ettari.

«Questo investimento sulle strutture protette è un costo che gli operatori affrontano per diversificare le produzioni, proteggerle dagli sbalzi di temperatura, curare meglio le piante con irrigazioni a goccia e offrire una maggiore varietà di piante e fiori ai consumatori», spiega Fernando Fiori, presidente della Coldiretti provinciale, nel sottolineare quanto «il bonus fiscale può essere un ulteriore strumento per incentivare la regolarizzazione del mercato florovivaistico e del giardinaggio. Ci auguriamo che questa misura aiuti a creare le condizioni per innestare un circuito virtuoso che possa essere volano non solo per la cura del verde ma anche per la valorizzazione dei prodotti del territorio. Ricordiamo infatti quanto sia importante l’indotto dei mercati di piante e fiori a chilometro zero: sinonimo di alta qualità, competenza e minor impatto ambientale».

Il verde – sottolinea l’associazione – non ha solo una funzione estetica, ma è anche un’importante barriera anti inquinamento. Nei giorni scorsi i valori delle polveri PM10 a Varese sono per fortuna scesi dai 39 microgrammi al metri cubo registrati domenica agli 11 microgrammi dell’altro giorno, in attesa che le piogge previste per il fine settimana diano un’altra spallata allo smog. Una pianta adulta – spiega infatti Coldiretti – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. «Il florovivaista è custode del benessere delle persone, perché sa di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria nonché al benessere morale delle persone, visto che piante e fiori sanno anche donare grandi emozioni», conferma Paolo Bazzini, 51 anni, florovivaista di Cassano Magnago che dal 1988 si dedica a colture stagionali come viole, gerani, tagete, ciclamini, crisantemi e stelle di natale, ma anche piante da giardino e da orto. «Il nostro settore – conclude Bazzini – non può soltanto puntare sui numeri per affrontare le sfide che la crisi economica ci impone, ma soprattutto deve ricercare distintività del Made in Italy, qualità, professionalità e innovazione».

 

«Boccata d’ossigeno per gli operatori»

 

Quattrocento aziende, millecinquecento dipendenti e una certezza: il “bonus verde” annunciato nella prossima manovra di bilancio dal ministro Martina (detrazione del 36 per cento nella denuncia dei redditi sui costi sostenuti per la cura di parchi e giardini) rappresenta «una boccata di ossigeno per chi lavora nel nostro settore in provincia di Varese».

Carlo Spertini, erede di una delle famiglie storiche del florovivaismo varesino, non può fare altro che esultare: erano anni che l’Associazione Florovivaisti Varesini, insieme ad Assofloro Lombardia presieduta da Nada Forbici, anima del coordinamento nazionale della filiera florovivaismo-paesaggio, si batteva perché il governo centrale aiutasse il comparto anche attraverso uno sgravio fiscale per i privati -condomini compresi- che affidassero a imprese professionali e qualificate i lavori di manutenzione del verde.

«A guadagnarci sarà tutto il territorio, perché tutelare un giardino o un parco significa migliorare il sistema ambientale nel suo insieme». Tutto ciò in una provincia che può vantare ancora larghi spazi privati non edificati a corredo delle abitazioni e che gravita intorno ad un capoluogo che ancora si vanta dell’appellativo di Città Giardino. «Il bonus -prosegue Spertini- calza a pennello su quest’angolo d’Italia dove anche di recente, grazie all’ottima iniziativa delle Nature Urbane, sta riscoprendo la sua peculiarità più forte fatta di ville e giardini anche storici di grande valore sia sul piano culturale sia ambientale. Ma si tratta anche del primo passo verso il rilancio di un settore non marginale nell’economia del Varesotto e il riconoscimento della passione e della professionalità di chi vi lavora.

La speranza è che la novità annunciata dal governo venga messa in atto rapidamente e senza svuotarla di significato. Sono contento del risultato raggiunto, ma questo è un Paese che vive molto di speranze e perciò potremo dire di aver centrato finalmente l’obiettivo solo quando il “bonus verde” diventerà legge dello Stato».