Fine anno, gli hotel chiudono per ferie

La Prealpina - 09/01/2017

Vacanze di fine anno, gli hotel a Varese vanno in ferie. Sembra un paradosso, non lo è. Un terzo degli alberghi cittadini (7 su 21) hanno infatti deciso di mandare in vacanza il personale e svolgere alcuni lavori di manutenzione e abbellimento delle strutture proprio nel periodo compreso tra i giorni precedenti il Natale e il fine settimana che si conclude oggi.

Chi ha chiuso per due o tre giorni, chi per un periodo più lungo. Una scelta quasi obbligata, in una città dove trionfa ancora il turismo collegato al business, agli affari, al lavoro delle grandi aziende di tutto il territorio. Certo vi sono anche molte strutture che accolgono i turisti, ma in questo clima di gelo e di fine anno non si può dire vi sia l’assalto dei turisti sul territorio varesino. Più movimento c’è sicuramente da marzo-aprile in poi, di solito a partire dal periodo pasquale. «Non rappresentano una novità queste chiusure in concomitanza con le vacanze di fine anno», dice Daniele Margherita, direttore di Federalberghi Varese.

«Dicembre rappresenta un mese tendenzialmente debole dal punto di vista del business turistico sia per il capoluogo sia, seppure con alcuni distinguo, per l’intera provincia, al punto che gli alberghi dell’area di Malpensa, interpellati in modo veloce, sembrano non aver registrato significativi incrementi di clientela collegati all’aeroporto, in questo periodio». Una tendenza che conferma come il turismo che nasce dalle attività produttive rappresenti il core business per gran parte delle strutture ricettive del territorio.

In città vi sono 21 alberghi di cui 10 a 4 stelle, per un totale complessivo di 868 camere (658 per hotel a 4 stelle e 154 per i 7 hotel a tre stelle, il resto è suddiviso tra le altre strutture). Così gli albergatori approfittano della naturale flessione dell’attività per sistemare i locali, apportare qualche abbellimento e mandare in ferie il personale che in altri periodi dell’anno deve invece essere presente.

Sul fronte della ricezione alberghiera del territorio e sul futuro di molte strutture, il direttore di Federalberghi non nega vi sia qualche preoccupazione «per la decisione di Whirpool di lasciare la sede storica di Comerio -. Presumiamo che l’impatto negativo per il settore turistico non sarà trascurabile e condividiamo la preoccupazione che si registra tra gli albergatori varesini».

A fine dicembre è stato presentato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Davide Galimberti il Piano per il rilancio turistico della città. L’assessoreRoberto Cecchi ha sottolineato in quell’occasione che «il rilancio economico della città passa anche dalla scommessa sull’industria del bello e della cultura».

E sul fronte della valorizzazione delle bellezze paesaggistiche e artistiche del territorio, Federalberghi è convinta si debba lavorare. «Come associazione siamo pronti a collaborare con il Comune, affinché il turismo – dice Daniela Margherita – possa davvero rappresentare un tema centrale dell’azione della nuova amministrazione».

Tra le iniziative in calendario per il 2017, Federalberghi Varese ha inserito corsi per affinare sempre di più l’arte dell’accoglienza. Sono infatti in programma lezioni sul servizio breakfast, cioè sulla colazione «che spesso è il momento che più rimane impresso nella mente nell’ospite», sulla ristorazione nonché sulla valorizzazione delle tipicità locali.