Filati varesini in passerella e nel mondo

La Prealpina - 20/02/2020

C’è tanta Varese nella moda italiana formato esportazione. Lo sottolinea uno studio realizzato da Promos, la struttura del sistema camerale italiano a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese, assieme alle Camere di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, frutto di un’elabo – razione dei dati Istat che coprono i primi 9 mesi del 2019. Secondo il report, la Lombardia è la prima regione per export di moda con 10,4 miliardi di euro (un quarto del totale del Belpaese, in crescita del 3,5% in un anno) e Varese si piazza al 17esimo posto assoluto tra le province esportatrici dell’intero comparto moda. Un settore, cresciuto nell’ultimo anno del 6%, da 42 miliardi di euro che si conferma trainante per l’export italiano. Dove brilla maggiormente il Varesotto? Il settore in cui le aziende varesine esportano di più è quello dei tessuti. Dopo Prato, Como, Biella e Milano, c’è proprio Varese. Quinta a livello nazionale. Complessivamente 1,1 miliardi dei 3,1 miliardi è fatturato dalle imprese tessili lombarde, che vantano come maggiori partner i tedeschi, i francesi e i romeni e stanno incontrando maggiori riscontri con mercati emergenti come Giappone, Portogallo e Albania. Varese è sesta assoluta in Italia anche per quel che riguarda le esportazioni di biancheria della casa, tappeti e passamanerie, settore da 3,3 miliardi di euro, dei quali 1,4 miliardi nella sola Lombardia. I mercati di riferimento? Germania, Francia e Stati Uniti. Quanto ai filati, settore che ha prodotto nei primi nove mesi del 2019 all’incir – ca 1 miliardo di euro e che ha come principali mete di destinazione dei prodotti italiani Romania, Germania e Regno Unito, le ditte del Varesotto hanno messo a segno la 17esima miglior performance assoluta. Per trovare Varese bisogna invece scendere al 19esimo posto nel ricchissimo comparto dell’abbigliamento, che lo scorso anno ha esportato merci per più di 14,3 miliardi di euro, prevalentemente in Svizzera, Francia e Germania.

Milano Fashion Week mancano mille cinesi

Si è aperta sotto il segno della Cina, la grande assente di queste sfilate, la nuova edizione di Milano Moda Donna, che fino al 24 febbraio ospiterà 56 sfilate, 96 presentazioni e 34 eventi, per un totale di 188 appuntamenti. Ma nessuno nasconde la paura per il coronavirus, che si fa sentire già dalle assenze a questa edizione, con 1000 addetti ai lavori cinesi rimasti a casa.