Fiere e congressi, serve la cassa fino a giugno

La Prealpina - 12/01/2021

 «Allarme rosso per i settori di fiere e congressi. I due settori più colpiti dall’epidemia Covid-19 rischiano clamorosamente e incomprensibilmente di essere esclusi dalla proroga della cassa integrazione Covid in deroga (Cig Covid) per i settori fortemente in crisi allo studio dei tecnici dei ministeri del Lavoro e dell’Economia». Così in una nota congiunta Aefi, Cfi e Federcongressi&eventi che chiedono di estendere la durata degli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid 19 e, nello specifico, l’istituto della cassa integrazione sino al 30 giugno 2021 e di prevedere per tutto l’esercizio 2021 l’esonero totale dal versamento dei contributi fiscali e previdenziali.

Per il presidente Aefi, l’Associazione esposizioni e fiere italiane, Maurizio Danese: «Le fiere, assieme ai congressi, rappresentano il settore italiano che secondo il Cerved ha sofferto di più nel 2020, con perdite del fatturato attorno all’80%». «È prevedibile una perdita di ricavi anche per il 2021 di oltre il 70%. I costi del personale rappresentano per noi il 75% del totale dei costi generali: perdere gli ammortizzatori sociali significa perdere il reale strumento di supporto e ristoro delle imprese», sottolinea Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi, «La crisi pandemica – dichiara il presidente CFI Massimo Goldoni – ha inciso fortemente sullo svolgimento delle manifestazioni che sono state calendarizzate nel corso del 2020, con la cancellazione di 47 eventi di forte rilievo internazionale. L’ipotesi di una riapertura immediata delle attività fieristiche programmate per il 2021 – prosegue Goldoni – appare oggi problematica per cui si rende necessario disporre di tutte le misure, economiche e sociali, che il Governo deve assicurare».