«Fidatevi della parola Zes Per Malpensa sarebbe ideale»

La Provincia Varese - 05/06/2017

«ZES a Malpensa? Ecco come si può concretizzare». La proposta di istituire una “no tax area” per attrarre nuove imprese attorno all’aeroporto, rilanciata nei giorni scorsi dal consigliere regionale bustocco Giampiero Reguzzoni, non dispiace all’avvocato bustocco Antonio Chierichetti, professore di diritto pubblico all’Università Bocconi di Milano e già da tempo interessato all’argomento, anche in qualità di consulente per Uniascom Varese. «Servono un fronte comune al di là degli schieramenti politici e l’impegno della Camera di Commercio» suggerisce Chierichetti, che individua nel progetto di una «ZES multipolare del Sempione», con una serie di aree a fiscalità agevolata tra l’Area Expo, la Fiera di Milano, Malpensa e il Lago Maggiore, l’ipotesi su cui lavorare. Si torna a parlare di Zona Economica Speciale per la provincia di Varese. È un bene? È senz’altro positivo che si consolidi un fronte varesino a favore della istituzione di una ZES anche nel nostro territorio. La proposta di legge statale avanzata tre anni fa da Regione Lombardia ha avuto il merito di porre all’ordine del giorno la questione, peccato però che non sia stata mai trattata a livello parlamentare. Ormai è però una proposta di legge superata e anacronistica. Giusto dunque puntare sull’area di Malpensa, considerabile quasi come una sorta di “retroporto” vista la crescita costante del settore cargo? Da Gioia Tauro, che è stata pioniera, fino a Genova, Venezia e Gorizia, le ZES tendono ad essere collegate agli ambiti dei porti e retroporti. La proposta regionale per la costituzione della ZES nell’area di confine con la Svizzera presentata da Regione Lombardia è stata un punto di partenza. Ma credo che la logica di fondo debba essere quella di una calamita per attrarre investimenti più che di una barriera protettiva rispetto al rischio di “fuga” al di là del confine. E nella nostra provincia sono presenti ambiti come quelli di Malpensa o delle numerose aree industriali suscettibili di valorizzazione e riqualificazione proprio attraverso una ZES che, articolata a macchia di leopardo, diverrebbe anche un fattore di grande valenza per l’ambiente, quanto mai essenziale per una provincia che intenda sviluppare il turismo. Insomma, meglio ripartire da Malpensa e da una dimensione più limitata? Rispetto al 2014, l’idea della ZES, anche in Italia, ha fatto molti passi avanti. Il più significativo, per quanto riguarda la Lombardia, è stata l’intesa istituzionale di programma del settembre 2016 tra il governo ed il Comune di Milano, il cosiddetto “Patto per Milano”, per creare una ZES all’interno dell’Area Expo al fine di localizzarvi aziende innovative e attività di ricerca. Dall’avvio di questa procedura istitutiva per l’Area Expo nasce l’opportunità di considerare le possibilità di realizzare una ZES multipolare del Sempione, per così dire, “a grappolo”, nell’ambito di un’unica governance, che ricomprenda anche aree ZES nei pressi della Fiera per i servizi commerciali, intorno all’aeroporto di Malpensa per gli aspetti logistici e altre prospicenti il Lago Maggiore, per quelli turistici. La costituzione di una ZES sui territori varesini, attirando soprattutto dall’estero nuovi e importanti investimenti finanziari e industriali, sarebbe strategicamente utile al rilancio ed al rinnovamento imprenditoriale di uno dei principali motori economici della stessa Unione Europea ma anche, di riflesso, allo sviluppo delle aziende locali, delle loro risorse umane e dei relativi livelli occupazionali. Come rendere fattibile tale progetto? I presupposti per raggiungere concretamente l’obiettivo di istituire la ZES anche nel territorio varesino sono due: approvare una normativa statale in materia, la quale ad oggi ancora non esiste, e creare una coordinamento territoriale unitario tra le parti economiche e quelle politiche. Mentre il primo presupposto è ormai affidato ai lavori della prossima legislatura, il secondo richiede un’iniziativa autorevole sul piano istituzionale e politicamente neutra. Tale iniziativa può essere assunta soltanto da una rinnovata Camera di Commercio varesina che, se da un lato la riforma riconferma come ente indipendente, in ragione della sua dimensione quantitativa, dall’altro dovrà dimostrare, in ragione del suo profilo qualitativo, capacità di essere punto di riferimento per lo sviluppo economico del territorio ponendo la ZES tra i propri obiettivi strategici. Bisogna crederci, al di là dello scetticismo? Ormai in Italia sono in tanti a volere istituire ZES e quindi è inevitabile, anche a tal proposito, una competizione tra territori in concorrenza sui tavoli romani. La coesione tra le forze economiche e politiche di un territorio è dunque un fattore di affermazione imprescindibile. È venuto il momento di costituire un Tavolo di coordinamento presso la rinnovata Camera di Commercio con il compito di promuovere la costituzione della ZES secondo un progetto che sia praticabile sul piano giuridico e istituzionale e soprattutto condiviso su quello politico economico. Purtroppo l’appello a fare squadra, rivolto all’intero “sistema” provinciale non è stato sino ad oggi ancora raccolto da tutte le associazioni di categoria, a differenza di quanto invece sta avvenendo in diverse altre province in cui le locali associazioni imprenditoriali si stanno attivando, ormai da tempo, in maniera unitaria e compatta, lavorando insieme a favore della istituzione di ZES nelle proprie realtà territoriali