Fiber Art rilancia Busto e cultura

Chiusa domenica dopo avere catturato l’attenzione di 1.402 visitatori, la mostra “Maria Lai e Franca Sonnino. Capolavori di fiber art italiana” segna una svolta nella vita culturale cittadina. I dati non evidenziano certo un record, ma al museo del Tessile sono arrivati appassionati da tutto il Nord Italia e dalla Svizzera e Busto Arsizio ha recuperato la sua vocazione tessile: un risultato che va ben oltre statistiche e incassi.

Per la prima volta si è pagato un biglietto. È accaduto con 282 tagliandi a prezzo pieno e 156 ridotti. I biglietti omaggio sono stati 685. Tra i gruppi si segnalano le visite dell’Associazione Noi del Tosi, dello studio Albè, degli ospiti dell’Editore De Piante. Tre i laboratori per bambini e famiglie; numerose le visite guidate per scuole, Provvidenza e centri disabili. «Per noi è stata la prima grande sfida – commenta la Fondazione Bortolaso Todaro Sponga, partner del Comune – La sinergia pubblico-privato ha funzionato al meglio». La più entusiasta è l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli, che ha creduto in questa mostra e l’ha fortemente voluta.

«Nei giorni scorsi – rivela – ho vissuto l’emozione di Opera Domani, che ha coinvolto 1500 ragazzini alla scoperta della lirica: se questo favorisse una domanda culturale e la presenza di nuovi melomani bustocchi, sarebbe un grande lascito. Sentirli cantare faceva venire la pelle d’oca, il sindaco li ha filmati».

Anche in quel caso, un pubblico più vasto di quello cittadino…

«I commenti appassionati raccolti sul libro delle firme della mostra e su Facebook mi confortano. Una signora milanese è tornata domenica, dopo la prima visita, portando ospiti parigini. C’è chi ha scritto il suo messaggio con lettere ricamate a punto croce e punto erba. Mi ha colpito questo rimando al tessile. C’è fermento ed entusiasmo».

La sfida del biglietto?

«Una scommessa vera, costruita attentamente, per non penalizzare nessuno. Non si tratta di fare incasso, si educa a riconoscere alla cultura il suo valore materiale. Le cifre ci premiano, ma soprattutto la mostra è stata capita e accolta. Offrire la gratuità sotto i 18 anni e sopra i 65 ha incrementato le presenze. Siamo all’inizio di un percorso a favore della cultura e della città».

Tocca a Miniartextil?

«Ci lavoriamo, la riuscita dipenderà dalle collaborazioni che potremo attivare. Chi ha visto la Fiber Art aveva iniziato a Miniartextil, che ebbe 1250 visitatori, non pochi. La città si è riconosciuta, ha visto le proprie radici. Maria Lai è nota in tutto il mondo e abbiamo compiuto uno sforzo comunicativo importante».

Ora il calendario è fitto…

«Fotografia, cinema, poi Busto Estate e lavoriamo a un progetto più ampio per autunno. Non c’è tregua fino a dicembre. In assessorato la squadra è motivata, ci crede e investe più di quanto deve».
E gli sponsor?

«Un ingrediente determinante: alcuni sono pronti a nuovi eventi, ci credono, aumentano. Questo è il valore immateriale che mi piacerebbe lasciare a fine mandato».