Festival latino a quota 60mila. «E il piano anti-rumore funziona»

La Prealpina - 06/07/2017

È l’una e mezza di notte, al LatinFiExpo di Malpensafiere, quando il vicesindaco Stefano Ferrario traccia il bilancio di una serata di rilevazioni acustiche. «Mi sembra chiaro che questa iniziativa funzioni dal punto di vista del richiamo di persone – spiega – ma anche da quello della sopportabilità». I decibel misurati dal tecnico, infatti, sono stati ovunque inferiori a quelli prescritti dalle norme «quindi – insiste l’esponente leghista – ribadisco il mio pensiero di dieci giorni fa, ovvero che la manifestazione crea un impatto minimo, che molti disguidi ai piani alti sono stati eliminati con interventi di miglioria e che chi si ostina a criticare sempre, deve rassegnarsi». Lo dice, appunto, dopo aver condotto la stampa a seguire le misurazioni del rumore, partendo dall’interno dei padiglioni di MalpensaFiere, spostandosi nell’area verde con le case più vicine, quindi sul viale e infine nel cuore di Sant’Anna. Il risultato è che, almeno a filo strada, si sente poco o nulla della festa (che martedì sera contava oltre tremila presenze, numero che raddoppia nei weekend) mentre il passaggio delle auto è molto più fastidioso.

«Come organizzazione è in corso un grande lavoro di pannellatura alla fonte, di accorgimenti tecnici, di interventi che continueranno per colpire anche quei filtri di rumore che persistono», spiegano Pietro Garavaglia e Michela Ferro che, con la Chocolat Pubblicità, affiancano il responsabile dell’evento Felice Di Meo. «Certo in alcuni punti, soprattutto in alto e quando c’è vento che spira in una certa direzione, può aumentare leggermente il rumore. Ma non sono decibel devastanti, specie in una kermesse che offre un tipo di musica che utilizza poco i “bassi”. Comunque si continua a verificare e correggere». La convinzione, insomma, è che i disagi siano figli più che altro dei fracassoni che parcheggiano lontano per non pagare la sosta e poi si attardano fra musica d’autoradio e chiacchiere sotto le finestre del rione. Nel gruppo che esplora i dati acustici nella zona, c’è pure il consigliere comunale leghista Livio Pinciroli. È uno di quelli che fa più domande e controlla i numeri. Alla fine sentenzia: «Per prova pratica e per dati delle registrazioni, mi sento di dire che il festival, pur con tutte le proposte che offre e i visitatori che attira, non è assolutamente un elemento di disturbo. Io mi potrei tranquillamente piazzare a cinquanta metri dall’ingresso e addormentarmi profondamente. Dopo aver controllato, non sono d’accordo con chi continua a protestare». La serata è utile anche per tracciare un primo bilancio a venti giorni dalla partenza della festa, che si protrarrà senza sosta ancora per due mesi. Ebbene si certificano 56mila biglietti staccati (la cifra delle 60mila presenze sarà tranquillamente raggiunta stasera) «e tutto questo – fa sapere Michela Ferro – significa che ci si sta attestando su un incremento medio del 30 per cento rispetto all’anno scorso». Come a dire che la concorrenza di Gallarate è stata solo uno stimolo a far meglio. Senza disturbare troppo.