Festa latina, il rione non dorme

La Prealpina - 20/06/2017

Le urla di dolore che si levano dal villaggio Sant’Anna, sono l’indesiderato effetto collaterale che accompagna un evento di grande successo. Perché se MalpensaFiere in questi giorni (e per i prossimi due mesi) è il punto di ritrovo quotidiano di migliaia di appassionati dei ritmi latino-americani, succede ancora una volta che dal rione si alzi una protesta forte e insofferente.

C’è chi si lamenta dei decibel sparati dentro e fuori i padiglioni, dove ogni sera – da giovedì scorso – si radunano almeno cinquemila persone a volta. Ma c’è soprattutto chi non sopporta più i fracassoni che, una volta che le casse del LatinFiExpo si spengono (la qual cosa avviene sempre attorno alle 3 di notte) tirano poi fino all’alba a chiacchierare sotto case e palazzi. Questo quando va bene, perché quando il tasso alcolico è alto, finisce che i giovani (sudamericani, ma non solo) prolunghino i balli sparando musica dalle loro autoradio.

In realtà MalpensaFiere dovrebbe essere abbastanza distante dalle abitazioni per limitare i problemi, ma la verità è che tantissimi visitatori evitano di posteggiare nelle aree a pagamento (al costo di due euro e mezzo) e preferiscono farsi duecento metri a piedi per lasciare il mezzo gratis nel cuore del quartiere. Passi che così trovare un posto sotto casa per i residenti diventa più difficile del solito, ma il fatto contestato è che poi c’è chi eccede e accompagna con canti e schiamazzi gli abitanti verso l’imprevisto e anticipato risveglio. Ed è inutile pensare che, per limitare i guai, il posteggio del polo fieristico diventi gratuito, perché si tratta di un pezzo fondamentale dell’accordo fra organizzatori e amministrazione comunale, la quale nella gestione delle auto piazza – attraverso il Distretto del Commercio – i disoccupati che tirano a campare proprio con i lavori socialmente utili.

Insomma, nonostante gli sforzi innegabili fatti fin dalla scorsa edizione della rassegna («Abbiamo montato tantissimi pannelli fonoassorbenti, per proteggere un’abitazione abbiamo messo un ventilatore che spostasse le onde sonore in un’altra direzione», spiegano dallo staff), il livello di malumore nella zona cresce comunque. «Anche se poi – precisa il vicesindaco Stefano Ferrario – spesso ho l’impressione che ci sia un sacco di gente che addebita a questa festa le colpe di ogni rumore. Fra un po’ anche qualcuno di Vanzaghello dirà che sente le musica». Il Comune, insomma, difende l’evento e certo lo stile intransigente scelto dal vicesindaco («La gente si rassegni, Busto deve vivere», ha dichiarato pochi giorni fa) non ha placato gli animi.

Tant’è che sui social network è stato raggiunto da diverse proteste e anche il gruppo civico Busto da Vivere, con il suo portavoce Antonio L’Abbruzzi, si dice pronto a «chiamare l’Arpa per verificare i decibel provenienti dalla festa, perché comunque la quiete pubblica è un diritto e la sua vanificazione è un reato punito per legge. Forse Ferrario non dovrebbe dire di rassegnarsi, bensì rassegnare lui le dimissioni».

Intanto la polizia ha cercato di presidiare la festa evitando che i ragazzi eccedano nel bere, con alcol-test effettuati a ripetizione all’uscita. Ieri era lunedì, unico giorno di tregua. Ma stasera si riparte, con un prevedibile crescendo di pubblico più ci si avvicinerà al week end. Gli organizzatori assicurano ulteriori verifiche e che faranno il possibile per diminuire i disagi anche all’esterno. Prima che il clima si surriscaldi.

«Chi protesta venga a trovarci così risolveremo i problemi»

 

Felice Di Meo, organizzatore del LatinFiExpo, quest’anno avete iniziato il vostro evento col botto di spettatori. Però piovono lamentele, lei che dice?

«Beh, se è per quello su Facebook c’era chi protestava già tre settimane fa, prima ancora che la manifestazione cominciasse. Spero non sia questo il tenore delle lagnanze».

Significa che le lamentele sono infondate?

«Non dico questo, il riposo è sacrosanto. Però c’è tanta gente che addossa a noi ogni rumore e mi dispiace».

Ma voi come vi siete mossi per migliorare la convivenza con il quartiere di Sant’Anna?

«Secondo me nel miglior modo possibile. Già dall’anno scorso abbiamo messo pannelli fonoassorbenti e fatto accorgimenti in base alle varie segnalazioni. E siamo pronti ad andare avanti su questa strada se solo la gente ci aiutasse a capire».

Capire che cosa?

«Da dove arrivi il problema. Perché io non credo che la musica sia alta, magari ci possono essere dei punti di filtro dei decibel. Ecco, se gli abitanti, invece di lanciare strali, venissero a trovarci, studieremmo assieme il modo per risolvere eventuali disguidi. Se invece il problema avvenisse fuori dalla fiera, per colpa dei visitatori che si attardano, non è responsabilità nostra ma ci attiveremmo lo stesso».

Forse bisognerebbe capire come evitare che in troppi parcheggino sotto le case…

«Col Comune avevamo studiato delle mosse ma erano viabilisticamente difficili da attuare. Comunque direi che l’offerta di posti auto è ampia».

Certo però i numeri che state facendo sono impressionanti e i problemi ci sono inevitabilmente…

«In effetti sta andando benissimo. Il LatinFiExpo è partito alla grande proprio perché è una kermesse sana. Da noi viene bella gente, la concorrenza di Gallarate non l’abbiamo sentita. È tutto a posto, se i cittadini ci aiutano miglioriamo ancora».

Ha idea di come fare per attutire i rumori?

«Intanto nei prossimi giorni faremo uscire di nuovo il tecnico per verificare i decibel in zona e la tenuta dei pannelli. Ma ho dei dubbi che escano criticità, oltretutto il ballo latino non ha bisogno di tanto volume. C’è il problema che MalpensaFiere è piena di vetri che fanno da specchio ai rumori, Per questo, se c’è una casa che li subisce, venga e studiamo un modo».

Siete pronti a spendere soldi per questo?

«Lo abbiamo già fatto, non è un problema se serve a convivere meglio con la città. Ci sono persone che l’anno scorso hanno denunciato problemi e che stavolta sono venute a complimentarsi. Viceversa non vorrei ci sia un atteggiamento tipo quello di chi si lamentava pure della silent disco in centro e per il quale adesso ogni minimo fruscio diventa colpa nostra».