Festa bosina con Befane e cammelli di pasta sfoglia

Il Giorno - 10/01/2022

Anche quest’anno l’Epifania è stata festeggiata a Varese con il dolce tipico bosino che da sempre accompagna la giornata che «tutte le feste porta via». Le pasticcerie della città hanno preparato per l’occasione l’immancabile cammello di pasta sfoglia, una prelibatezza tutta varesina. Una tradizione che trova le radici nel passaggio del Barbarossa dalla città giardino. Infatti, per quanto le origini del cammello dolce non siano del tutto chiare, i pasticcieri di Varese concordano sul fatto che possano essere ricondotte alla spiritualità del viaggio dei Re Magi. Secondo la leggenda le reliquie dei Magi furono rubate da Federico Barbarossa nella chiesa di Sant’Eustorgio a Milano, e nel loro cammino verso la Germania, dove furono donate all’arcivescovo di Colonia, fecero una sosta proprio a Varese. La forma del dolce fa riferimento alla cavalcatura tipica dei Magi, anche se secondo la tradizione questi si spostavano nei loro viaggi con cavallo, cammello ed elefante, simboli dei continenti Europa, Africa e Asia. Proprio a ricordo di questo passaggio i pasticcieri di Varese vollero realizzare un dolce particolare, dando vita a una tradizione unica e molto sentita, che addirittura andava ben oltre i normali rapporti di concorrenza tra i mastri pasticceri. «Mio nonno mi ha raccontato più volte che, quando insieme ai suoi due fratelli decise nel 1919 di trasferirsi da Milano a Varese e aprire una pasticceria in corso Matteotti, fu proprio il pasticcere vicino, dell’allora pasticceria Garibaldi, a prestargli lo stampo per fare i cammelli, il dolce tipico dell’Epifania di cui lui non sapeva nulla», racconta Gabriela Ghezzi, terza generazione dell’omonimia pasticceria che con i suoi 102 anni di storia è la più antica della città. Un gesto di generosità per rispettare la tradizione, ma anche un gesto di accoglienza e unità. «I cammelli vengono realizzati esclusivamente per la festa dell’Epifania e nascono di pasta sfoglia semplice – prosegue Ghezzi – poi sono arrivati quelli farciti con creme o panna, di pasta frolla con marmellata o crema e frutta: l’importante è però tenere fede alla forma e alla tradizione». «Tradizione vuole anche che gli ultimi tre cammelli che vengono cotti siano mangiati dalla famiglia – sottolinea la pasticcera varesina – è un segno di buon auspicio per l’anno appena iniziato». Una specialità varesina che la Camera di Commercio ha voluto omaggiare con una pagina dedicata sul sito turistico del varesotto, varesedoyoulake.it.