Ferrovia o boschi? Si decide

La Prealpina - 24/01/2019

MALPENSA – T2-Gallarate, la prima picconata arriva da sinistra: «Il cantiere occuperà 440mila metri quadrati di suolo e distruggerà una quantità significativa di boschi». Lo scrivono nella loro osservazione al progetto Sinistra per Gallarate e Liberi e Uguali, chiedendo la «dichiarazione di compatibilità ambientale negativa e il ritiro del progetto», in quanto si intendono occupare per il cantiere aree operative per 238mila metri quadrati e cantieri fissi per 200mila metri quadrati e in quanto «la quantità di suolo boschivo che si intende distruggere resta significativa, in un’area eccessivamente cementificata». Proprio nelle ore in cui in rete circola una simulazione fotografica del comitato Salviamo la Brughiera, che documenta «l’inutile scempio» che il cantiere della ferrovia per Malpensa rischia di provocare nell’ultimo lembo di Piccola Inghilterra rimasto tra Casorate, Cardano e il Terminal 2 e che «deve essere impedito». Alla provocazione del fronte “No ferrovia” stavolta arriva, a stretto giro di posta, la replica di chi ai binari in brughiera è favorevole, vale a dire l’associazione Aeroporti Lombardi, che raduna gli appassionati di aviazione del territorio storicamente schierati per lo sviluppo di Malpensa. Sono loro a smascherare l’operazione dei comitati, bollandola come «insano Photoshop per evidenziare nel dopo la distruzione del bosco causata dai cantieri. Peccato che i fotomontaggi nel dopo siano momenti con il cantiere aperto, mentre la storia insegna che a fine cantiere, grazie anche alle mitigazioni ambientali dovute per legge, le cicatrici si rimarginano quasi completamente». E per dimostrarlo, Aeroporti Lombardi pubblica le foto del prima e del dopo di alcuni cantieri che hanno interessato nel corso degli anni la zona dell’ae – roporto di Malpensa, come il nuovo tunnel della 336 verso Boffalora, sopra il quale nel giro di una decina di anni è già ricresciuta una vegetazione indistinguibile da quella della zona adiacente. Al di là delle polemiche tra il fronte del No e quello del Sì, si avvicina a grandi passi il momento formale della consegna delle osservazioni al progetto. Se quella dei comitati è stata presentata ieri sera in assemblea pubblica e quella dei quattro Comuni toccati dall’opera arriverà puntuale entro il 27 gennaio, termine ultimo per il deposito della documentazione, la prima ad uscire allo scoperto è firmata dai gruppi di Sinistra per Gallarate e LeU. «Un’opera inutile, pensata oltre dieci anni fa, in un contesto sociale ed economico completamente differente, che non rientra come dovrebbe nella Vas del Piano d’Area Malpensa quadrante ovest al fine di una valutazione degli impatti cumulativi – sintetizza Cinzia Colombo – gli impatti sulla qualità dell’aria a seguito della scomparsa dei boschi in un’aria dove gli inquinanti superano i limiti consentiti troppo spesso, non sono compensati dalla limitata riduzione dal passaggio dalla ruota alla ferrovia, sulla base degli studi della stessa Sea».