Graziano Di Battista ha presentato le dimissioni da presidente e la Camera di commercio di Fermo potrà uscire dalla paralisi gestionale e rappresentativa in cui si trovava da circa un mese a seguito della vicenda giudiziaria in cui il numero uno dell’ente camerale era rimasto coinvolto: la contraffazione di scarpe Hogan (di cui il calzaturificio di Di Battista era terzista), scoperta da un blitz della Finanza.

Il presidente della Camera di commercio, visto il clamore della notizia, aveva rimesso le sue dimissioni nelle mani del Consiglio camerale che le aveva congelate, anche come gesto di vicinanza nei suoi confronti. Ma lo statuto prevede che il presidente, se non si dimette, può essere sostituito solo in caso di assenza o impedimento e Di Battista non ha voluto optare per queste soluzioni che gli sono state proposte. La Camera di commerciosi è così trovata paralizzata nella sua attività quotidiana, in quella istituzionale e nella rappresentatività (e forza) nelle battaglie che l’ente fermano sta combattendo, soprattutto quella della riforma delle Camere di commercio nelle Marche.

Dopo avere perso peso e cariche anche in Unioncamere, è via via cresciuto il malcontento dei consiglieri camerali e soprattutto delle aziende aderenti alla Camera di commercio e ieri Di Battista ha finalmente presentato le dimissioni sollecitategli, che il 29 novembre il Consiglio accetterà per permettere all’Ente di tornare a funzionare regolarmente.