Federalberghi: «Altri nove mesi di difficoltà»

La Prealpina - 14/10/2021

«La situazione è ancora difficoltosa, il ritorno alla normalità è lontano». Così Frederick Venturi, presidente di Federalberghi Varese, parla della situazione in cui versa il settore alberghiero in questo periodo. «Ci vorranno almeno altri sei o nove mesi di attesa per rientrare a regime», dice. La stagione estiva ha salvato le strutture sul Lago Maggiore. Ma gli altri alberghi, ad esempio quelli in zona Malpensa, sono ancora in forte difficoltà. Tanto è vero che alcuni alberghi della provincia, dall’inizio della pandemia, non hanno più riaperto, se non per brevissimi periodi. Per dare ossigeno al settore, secondo Venturi, per prima cosa deve riprendere il traffico aereo, soprattutto sulle “long destination”, ovvero verso Usa (da cui arrivano i clienti “alto spendenti”) e Cina. Anche il business travel è fermo e le restrizioni imposte in Italia dal Green Pass non aiutano il turismo. «Una persona che vuole venire nel nostro Paese deve dotarsi del certificato vaccinale. Un documento che in tanti Paesi non c’è – dice Venturi -. L’Italia, con restrizioni e controlli, non solo dà un’immagine di sé che non invoglia il turismo, ma impone a chi vuole venire di dotarsi del Green pass, un documento che in alcuni casi deve essere tradotto per essere considerato valido. Questo è un oggettivo impedimento. Ci sono persone che reputano troppo complesso l’arrivo in Italia, e rinunciano». Il ritorno alla normalità, con queste premesse, non potrà arrivare prima del 2022, sempre che non ci siano altre ondate di infezione. «Nel frattempo aspettiamo aiuti strutturali per il settore turistico, che ha perso tra il 60 e 1’80 per cento del fatturato tra lo scorso anno e questo. E’ una situazione gravissima – afferma Venturi -. Se vogliamo mantenere il settore, vanno introdotti dei sistemi di aiuto che non sono quelli di adesso». E ancora: «Cosa rimane di un’azienda dopo che è rimasta chiusa due anni? – si domanda il presidente di Federalberghi Varese -. Come fa il nostro sistema alberghiero a sostenersi senza i turisti che arrivano dall’estero? Come possono sopravvivere le strutture alberghiere lontane dai luoghi di villeggiatura, che di conseguenza non sono meta di turismo interno?». Il quadro è a tinte fosche, tanto più adesso che ci troviamo alla vigilia del periodo natalizio che nella provincia equivale alla bassa stagione: a dicembre il turismo business si ferma e sul territorio non ci sono località di villeggiatura invernale di richiamo. La nota positiva è che gli albergatori varesini non hanno perso fiducia: «Guardiamo con speranza al marzo 2022. Con la speranza che arrivino aiuti strutturali che non siano i minimi ristori che abbiamo avuto fino ad oggi – conclude Venturi -. Adesso bisogna incominciare a restituire i prestiti, e nell’impossibilità di lavorare vanno trovate soluzioni». Altrimenti, il rischio è quello di perdere attrattività e posti di lavoro, con ricadute negative anche sul commercio e sulla ristorazione.