«Fateci utilizzare fiumi e acqua di falda»

La Prealpina - 12/07/2017

Le poche gocce cadute in questi giorni hanno fatto “rialzare le foglie”, ma «i prossimi dieci giorni saranno di siccità e l’agricoltura varesina ne soffrirà». Parole di Giacomo Brusa, presidente provinciale di Confagricoltura che guarda con preoccupazione ai danni legati alla mancanza cronica di acqua di queste settimane (nella foto Pubblifoto). «I dati generali sul maggese, il primo taglio per il fieno, parlano di un calo del 30 per cento – continua -. Il mais è in sofferenza e anche il bestiame risente del periodo con il 5-10% di produzione di latte in meno».

Ecco perché l’associazione rilancia una vecchia battaglia: «Se potessimo utilizzare l’acqua dei fiumi o quella di falda creando dei pozzi in azienda, avremmo risolto buona parte del problema – incalza il presidente -. Ci basterebbe poter usare quello che abbiamo già a disposizione, in particolare nelle zone di montagna, ma la legge non lo consente. Sarebbe un forte aiuto nei periodi di siccità come quello che stiamo vivendo ora».

A livello lombardo, Confagricoltura, con il vicepresidente Giovanni Garbelli, ha partecipato anche al Tavolo per il monitoraggio delle riserve idriche, che si è tenuto lunedì in Regione Lombardia alla presenza degli assessori Fava, Beccalossi e Terzi. Il primo punto riguarda la regolazione dei grandi laghi e dei bacini idroelettrici di montagna. Come infatti ha sottolineato Garbelli, «il ripetersi negli ultimi 5 anni di stagioni autunno-invernali particolarmente secche ha evidenziato la necessità di una regolazione adeguata dei bacini». Si chiede il passaggio ad un deflusso minimo vitale pari al 5% e non più al 10% delle portate medie.

Un tema che riguarda indirettamente il territorio: il lago Maggiore è un importante bacino idrico ma l’acqua confluisce alla diga della Miorina e poi verso la pianura.