Fallimento Donn’Angelin: 140 senza lavoro

La Prealpina - 27/11/2019

Da tempo le pizzerie “Donn’Angelin” di Caronno Pertusella e Cislago avevano le serrande chiuse: una in corso della Vittoria 1534 e l’altra in via Cesare Battisti 1451, erano sempre affollate di gente, che non si spiegava perché mai avessero chiuso così all’improvviso. Fino a quando è stata ufficializzata la notizia del fallimento della catena, con altri ristoranti a Lissone, Muggiò e Bresso. Il Tribunale di Monza ha emesso la sentenza lo scorso 30 ottobre, su richiesta della Procura della Repubblica, ma solo dopo alcune settimane è stato reso noto il provvedimento di fallimento di Angelina Group s.r.l., la cui sede legale si trova a Lissone. Nominando curatore fallimentare Pino Sorrentino, l’ordinan – za ha disposto il deposito di bilanci, scritture contabili e fiscali obbligatorie, nonché l’elenco dei creditori; a questi ultimi è stato assegnato per avanzare pretese economiche il termine di 30 giorni dall’adunanza del 3 marzo, convocata con il legale rappresentante ai fini della disanima dello stato societario passivo. Nella procedura di fallimento si stanno inserendo i lavoratori, che devono ancora recuperare le ultime mensilità. È proprio questa la nota dolente: non sono pochi i dipendenti della società, sebbene fossero in gran parte assunti con un contratto a tempo. In tutto sono rimasti senza occupazione 140 lavoratori, 60 dei quali con contratto a tempo determinato che scadeva proprio alla fine di ottobre, altrettanti con scadenza a fine anno, il resto assunti a tempo indeterminato. Che cosa ne sarà di tutti loro? A seguire è il caso è la Filcams Cgil Monza Brianza, che ha avviato le procedure a tutela dei contrattualizzati e cercherà di recuperare tutti gli arretrati non versati fino al fallimento. C’è stupore e si sprecano i commenti per la chiusura delle pizzerie: da settimane se ne parlava nei gruppi Facebook della zona, elogiando le pizze di “Donn’Angelin” per la loro qualità e perché molto economiche. Trovate da un giorno all’altro le serrande chiuse, si è cominciato a parlare di fallimento ma a confondere le idee erano le voci di una ristrutturazione dei locali, mai però avviata. Al momento circola una ipotesi che potrebbe concretizzarsi fra qualche tempo: la cessione di un ramo d’azienda, con la riapertura di alcuni ristoranti ma sotto un altro marchio.