Fallimento del Varese Calcio Debiti per 600mila euro

La Prealpina - 06/02/2020

Che il Calcio Varese fosse ufficialmente morto, era stato già messo nero su bianco nell’udienza dell’agosto scorso. Ma ieri mattina il giudice del Tribunale fallimentare Manuela Palvarini ha aggiunto un altro tassello alla vicenda del club rifondato nel 2015 e presieduto da giugno 2018 da Claudio Benecchi (foto Archivio): sono state accolte quarantasei domande di altrettanti creditori, per un passivo che attualmente si aggira sui 600mila euro. Ma il “conto” potrebbe lievitare ulteriormente, dal momento che il giudice ha fissato una nuova udienza al 27 ottobre per valutare eventuali domande tardive. Ieri mattina, nell’ufficio al primo piano del Palazzo di Giustizia, il giudice Palvarini ha incontrato il curatore fallimentare, l’avvocato Dario Radice del Foro di Milano, socio dello studio legale Limido e Radice. Il legale ha presentato un quadro complessivo del passivo, ricostruito attraverso le domande dei creditori, verificando il rispetto della “par condicio creditorum”, cioè il fatto che la società non abbia pagato qualcun altro anziché i creditori privilegiati – primi fra tutti, i dipendenti – individuati dal curatore stesso. Nella lista con le richieste dei creditori figurerebbero società di servizi, enti pubblici, aziende private e anche tanti ex dipendenti del club, appunto. A presentare l’istanza che ha portato al fallimento, inquadrati come dirigenti dipendenti della società, l’ex addetto stampa e team manager Nando Vescusio, il club manager Antonio Orlandi e il massaggiatore Walther Banfi, rappresentati dall’avvocato Marina Manfredi di Brescia. Nell’elenco dei creditori, non ancora reso pubblico, dovrebbero esserci anche i 14 ex tesserati delle stagioni precedenti, patrocinati dall’av vocato Nicola Paolini di Udine, legale dell’Associazione Italiana Calciatori.

La discrepanza tra l’ammontare di quanto richiesto dalle singole parti coinvolte e i crediti proposti dal curatore si aggirerebbe sui 50mila euro. Ma, come detto, la cifra di 600mila euro potrebbe crescere ancora: ci sarebbero infatti almeno due domande tardive presentate da altrettanti creditori, che saranno vagliate nei prossimi mesi e discusse alla prossima udienza fissata per la fine di ottobre.