Fagioli spiega la Saronno che verrà

La Prealpina - 06/02/2017

Bilancio, sicurezza, aree dismesse, politica: Alessandro Fagioli non si sottrae alle domande sui principali temi della vita della città di cui è sindaco a pochi giorni dall’approvazione del bilancio di previsione 2017, quello a cui sono legati a doppio filo miglioramenti e peggioramenti di Saronno nei prossimi undici mesi.

Partiamo proprio dalla situazione economica: ce la fate a galleggiare?

«L’anno scorso dagli enti superiori ci sono arrivati circa 30 milioni di finanziamenti, quest’anno ne arriveranno circa 28, con una differenza, a essere precisi, di 1,8 milioni. Per fortuna già da quando io e la mia giunta ci siamo insediati siamo partiti dal presupposto che tutte le spese andavano razionalizzate. Per esempio, stiamo togliendo le attività comunali dalle sedi che avevamo preso in affitto e le stiamo facendo traslocare in nostre proprietà ristrutturate allo scopo. Certo, non recupereremo mai un milione e 800mila euro con questa operazione, ma qualche beneficio facciamo in tempo a sentirlo lo stesso. Stiamo anche razionalizzando il personale a seconda delle esigenze: la legge vuole che si possa assumere un dipendente comunale soltanto una volta che altri quattro se ne siano andati, checchè ne dicano le minoranze. È chiaro che sia necessario fare delle scelte e noi diciamo in maniera altrettanto chiara che è fondamentale potenziare la polizia locale con due nuovi innesti. Anzi, per dirla tutta ho disposto in pianta organica che in futuro, quando si potrà, i vigili tornino a essere prima i 36 di qualche anno fa e poi i 40, uno ogni mille abitanti, che sarebbero il numero ideale. Attualmente ne abbiamo invece in servizio 29 più il comandante».

Questo porta a parlare di un secondo tema molto importante, la sicurezza.

«I problemi certamente non sono risolti, ma quando chiedo ai cittadini che vengono a lamentarsi da me di questo o di quello se la situazione sia migliorata rispetto a un anno fa, loro ci pensano e quasi tutti mi rispondono di sì. È già un passo avanti, frutto del fatto che abbiamo potenziato i servizi sul territorio pur dovendo rinunciare al vigile di quartiere. Nei rioni mandiamo le pattuglie, mentre il grosso delle forze è impegnato nei punti più problematici della città, stazione in primis. Inoltre i vigili sono costantemente di supporto ai carabinieri, come è avvenuto l’altra mattina quando con una serie di blitz nelle aree dismesse sono stati fermati altri sei clandestini».

Passi avanti per il futuro?

«L’anno scorso abbiamo potenziato le telecamere, quest’anno puntiamo, come ho detto, sull’avere due vigili in più e soprattutto sul bando regionale per l’installazzione dei portali di videosorveglianza ai principali ingressi della città: verranno lette le targhe ai veicoli che transiteranno e questo ci permetterà di scoprire in tempo reale tutte le irregolarità commesse. Facciamo poi una proposta alle aziende: se loro pagano le telecamere per le strade su cui si affacciano, noi le compriamo compatibili con il nostro sistema integrato di sorveglianza e le colleghiamo: il controllo sarà pubblico. Capisco che possano storcere il naso perchè sostanzialmente chiediamo loro di contribuire con dei quattrini, ma, adesso, di più non possiamo né promettere né permetterci».

Aree dismesse, il vero e perenne tema a cui sono legate le speranze di rilanciare Saronno.

«Per prima cosa ne parlo ancora in termini di sicurezza: abbiamo incassato da alcuni proprietari privati la disponibilità ad abbattere le vecchie costruzioni fatiscenti a condizione che non perdano né le volumetrie né le superfici edificabili. Ho dato mandato agli uffici di trovare la soluzione perchè è chiaro che avere da controllare un rudere è ben più complicato dall’avere da controllare un prato su cui in futuro si costruirà.

Quanto al loro recupero, finalmente abbiamo iniziato con l’ex Cantoni dove è quasi completata la bonifica della terra e sta per iniziare quella dell’acqua. All’Ex Cemsa dopo il fallimento Isi siamo riusciti a portare a casa dalla Regione i fondi per bonificare un pezzo di area, concludere viale Escrivà e fare un parcheggio per i pendolari. Qualcosa si muove, ma deve essere chiaro che mando indietro, come è successo, i progetti in cui si posizionano i palazzi sul perimentro dell’area e si mette il verde pubblico all’interno, come se fosse un parco condominiale: grazie, ma così non mi sta bene, il pubblico deve essere pubblico davvero».

Servizi sociali, riuscite ad aiutare tutti?

«Cerchiamo di aiutare tutti quelli che hanno bisogno. Per esempio, come documento identificativo chiediamo il passaporto e se vediamo che sono stati fatti viaggi turistici all’estero l’aiuto non lo diamo. Prima chi ha bisogno davvero, non chi sperpera quel che ha».

Non abbiamo parlato di politica. Come va il centrodestra?

«Ovviamente per come sono nate le liste, l’una contro l’altra, c’è ancora qualche ruggine che si trascina. Però in tutto il centrodestra, e quindi comprendo Forza Italia, quando si vuole cercare il dialogo si riesce a trovarlo, come abbiamo già dimostrato più volte. Il mio programma elettorale non era un testo sacro: se qualche punto non è più prioritario se ne parla, si cambia e si fa altro».