Fabbriche intelligenti per Industry 4.0

La Provincia Varese - 25/07/2017

La quarta rivoluzione industriale si studia sui banchi dell’università: la Liuc Business School lancia un “executive program” per la progettazione e gestione di fabbriche snelle e intelligenti che combina la filosofia Lean e il paradigma Industry 4.0. «Un investimento in formazione, anche per gli imprenditori» lo sollecita il rettore dell’università Cattaneo Federico Visconti. La quarta rivoluzione industriale è «molto più complessa di quelle precedenti – sottolinea Tommaso Rossi, professore associato di impianti industriali meccanici e responsabile scientifico del percorso “L’eandustry 4.0” – si può giocare da protagonisti solo se si è in grado di dominare un panel di tecnologie e di capire quali sono i requisiti per applicarla». Altrimenti si finisce come il polacco del libro di Israel Singer (“I fratelli Ashkenazi”) che non si accorge dell’arrivo della rivoluzione industriale. Considerato che il Piano nazionale Industria 4.0, lanciato dal ministro Carlo Calenda, prevede la formazione, sui temi della fabbrica che cambia, di ben 3000 manager (e 200mila studenti universitari) entro il 2020, l’executive program “L’eandustry 4.0” si propone, «da un lato, di far comprendere, o meglio, “far toccare con mano” il circolo virtuoso tra filosofia lean e quarta rivoluzione industriale – spiega Rossi – dall’altro di trasferire le metodologie che consentono di progettare e gestire fabbriche snelle e intelligenti, basate sul Lean e sul paradigma Industry 4.0». Del resto, la filosofia lean come prerequisito dell’Industria 4.0 «è la stessa visione dei più grandi gruppi industriali» fa sapere il responsabile dell’executive program, che si rivolge in primis «a tutte quelle funzioni aziendali di responsabili o assistenti di produzione, logistica, ecc.» che potrebbero implementare all’interno delle imprese i nuovi paradigmi. «Non solo manager ma anche imprenditori – ci tiene a sottolinearlo il rettore della Liuc Federico Visconti – l’industria che cambia non è tema di qualcun altro, ma anche qualche imprenditore può mettersi in discussione. Anche perché l’investimento in formazione spesso, nella carne delle aziende, è visto con meno entusiasmo che quello in un nuovo macchinario». Su tre moduli (Lean, Industry 4.0 e Change management) più un project work in azienda, il percorso comprenderà attività nell’IFab, la fabbrica simulata della Liuc dove si assemblano “calci-balilla” applicando i pilastri del Lean e le tecnologie dell’Industry 4.0, «un asset formativo-esperienziale che non ha pari in Italia» fa notare il prof. Rossi.