Fabbrica4.0 Il nuovo modo di crescere e produrre

La Provincia Varese - 21/11/2016

Come cambia l’economia e il modo di fare impresa con l’avvento dei processi di digitalizzazione della produzione e delle nuove tecnologie? Domanda strategica non solo per il futuro ma anche per il presente del sistema produttivo varesino, ricco di aziende e di piccole imprese, al quale ha cercato di dare una risposta il convegno “Fabbrica 4.0” organizzato venerdì sera all’interno di Glocal News in Camera di Commercio a Varese. Ospiti della tavola rotonda, aziende d’eccellenza del nostro territorio come Elmec, BTicino e Eolo, oltre all’associazione di categoria Confartigianato Imprese Varese; alla giornalista e scrittrice Annalisa Magone, esperta di Industria 4.0, il compito di introdurre il tema e di confrontare la situazione italiana con quella del resto del mondo. «L’Industria 4.0 non è l’acquisto di tecnologia ma un cambiamento che riguarda tutta la filiera» ha premesso la Magone. La digitalizzazione non è una rivoluzione soltanto a livello della produzione, ma implica anche un cambiamento culturale, con conseguenze anche a livello sociale. Le opinioni dei protagonisti «È il mercato che sta cambiando – ha affermato Alessandro Ballerio, amministratore delegato di Elmec – prima chiedeva prodotti, poi servizi mentre oggi chiede esperienze; cambiare l’organizzazione del personale di un’azienda è la prima cosa da fare in questa fase di trasformazione digitale. Siamo davanti a una rivoluzione che non chiede di efficientare i processi esistenti ma di cambiarli completamente». Luca Spada, ceo di Eolo, ha raccontato il lavoro della sua azienda nella diffusione della banda ultralarga. «Stiamo vivendo un’accelerazione evidente – ha commentato – e che le cose stiano cambiando lo si capisce anche dai costi che stanno scendendo; se solo qualche anno fa un device costava qualche centinaio di dollari, oggi lo si acquista con qualche dollaro». L’industria 4.0 determina inevitabilmente dei cambiamenti anche con i consumatori; paradigmatico il caso di BTicino, che fa parte del gruppo francese Legrand, la quale ha puntato forte sull’Iot, l’internet delle cose, la domotica e la casa connessa, predisponendo un programma preciso chiamato Eliot. «L’Industria 4.0 non è una semplice evoluzione – ha affermato Luigi Caricato, direttore della Comunicazione di BTicino – la nostra azienda ha deciso di rispondere alle nuove esigenze del mercato. Saremo presenti con il nostro videocitofono connesso al Ces di Las Vegas, la più importante fiera dell’elettronica di consumo; fino a tre anni fa, mai avremmo pensato un giorno di andarci. La casa connessa ci permette di avere una relazione diretta con i consumatori, facendo evolvere il prodotto in termini di servizi». Come le Pmi possono rapportarsi con questa rivoluzione? «È una sfida difficile perché ci vuole un cambio di competenze all’interno delle imprese, ma la tecnologia è un elemento che caratterizza le piccole aziende come anche la vicinanza con il consumatore e la personalizzazione del prodotto» ha detto Mauro Colombo, direttore di Confartigianato Varese.

Ottimismo, ma anche pragmatismo «Misura necessaria ma non sufficiente»

La tavola rotonda “Fabbrica 4.0”, che ha animato il venerdì sera del festival varesino Glocal News, ha affrontato non solo i temi della digitalizzazione e dell’impatto delle nuove tecnologie sulla produzione, ma anche il non secondario argomento del piano del Governo sull’Industria 4.0. Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha presentato un piano che prevede stimoli agli investimenti in questo campo e tra gli altri provvedimenti incentivi fiscali per 13 miliardi di euro, con un incremento dell’aliquota dell’iperammortamento al 250% dall’attuale 140% per i beni legati alla manifattura 4.0. Prevista anche una proroga al superammortamento con aliquota al 140%, ad eccezione di veicoli ed altri mezzi di trasporto che prevedono una maggiorazione ridotta al 120%. «Un pacchetto interessante – ha detto Luca Spada, ceo di Eolo – a noi italiani piacciono gli incentivi; mi pare che il piano vada nella giusta direzione perché premia le aziende che hanno le idee chiare. Aspettiamo però di vedere qualche passo più concreto perché al momento siamo solo alle slide». Anche Confartigianato Imprese Varese plaude all’iniziativa messa in campo dal governo. «Mi sembra una misura giusta – ha commentato Mauro Colombo, direttore dell’associazione di categoria – l’incentivo è lo strumento più adatto per premiare quelle aziende che hanno intenzione di investire; bisogna pensare però anche sul lungo periodo ed è fondamentale che sia il mercato a spingere la domanda di investimento. Le nostre Pmi hanno tutte le peculiarità utili per competere sui mercati come ad esempio flessibilità e made in Italy; bisogna vedere se il piano del governo è lo strumento più idoneo, per adesso possiamo dire che è una misura necessaria ma non sufficiente». Il piano del ministro Calenda agisce anche sugli aspetti culturali che la Fabbrica 4.0 comporta. «La quarta rivoluzione industriale arriva a prescindere dal piano del governo – ha sottolineato Alessandro Ballerio, amministratore delegato di Elmec – il superammortamento e il credito d’imposta sono due strumenti che mi piacciono molto; va implementata invece la parte relativa agli aspetti culturali citati nel piano, senza dimenticare quelli sociali». Per Luigi Caricato, direttore della comunicazione di BTicino «l’intervento dello Stato è indispensabile in un contesto di rivoluzione industriale come questo; non è solo una questione di investimenti all’interno degli stabilimenti o nei processi produttivi, quanto anche il cambiamento culturale all’interno delle aziende».