Export, la provincia fa marcia indietro

La Prealpina - 23/03/2017

Anche i dati targati Unioncamere Lombardia confermano la sensibile contrazione delle esportazioni delle aziende della provincia di Varese. Eravamo rimasti con il Varesotto che aveva chiuso il 2015 con un confortante aumento del valore dell’export nell’ordine del 5,3%. Trecentosessantacinque giorni dopo si è finiti in territorio negativo: -9%. Per dirla tutta, il segno negativo è stato la costante di tutto il 2016: le esportazioni di Varese sono andate male nei primi due trimestri dell’anno (rispettivamente con -6,1% e -2,8%) e ancora peggio negli ultimi due trimestri (-14,1% e -12,7%). Inutile sottolineare come il valore dell’export della provincia di Varese rappresenti la variazione annua più negativa dell’intera regione.

Sono le esportazioni di mezzi di trasporto (-34%) e, in particolare di aeromobili e veicoli spaziali (-37%) a incidere negativamente sul risultato complessivo. Sul versante opposto non si sono avuti contributi positivi tali da riuscire a compensare questo andamento negativo, nonostante i buoni risultati dei prodotti alimentari (+11%), degli articoli farmaceutici e chimico farmaceutici (+22%) e dei prodotti delle altre attività manifatturiere (+7%, in prevalenza strumenti e forniture medicheper il 40%e mobiliper il 32%). Ciò detto va ricordato che Varese rimane quarta provincia (a pari merito con Monza e Brianza) per valore delle quote di export (8,4%, ndr) a livello regionale.

A proposito di Lombardia, il 2016 è stato un anno complessivamente positivo, anche se significativamente più debole rispetto al 2015, con il valore delle esportazioni cresciuto dello 0,8% su base annua, contro il +1,6% dello scorso anno. Hanno ripreso a crescere le esportazioni lombarde dirette verso i Paesi dell’Unione Europea (+2%su base annua), mentre le esportazioni verso il resto del mondo sono rimaste in leggera contrazione rispetto al 2015 (-0,7%). L’incremento tendenziale delle esportazioni lombarde è frutto di andamenti opposti tra le varie categorie merceologiche. I maggiori contributi positivi sono diretta conseguenza dell’andamento dell’export di prodotti tessili, pelli e accessori (+7,7% tendenziale) e delle sostanze e prodotti chimici (+8,2%). Rilevante anche il contributo degli articoli farmaceutici (+10,8%) e dei prodotti alimentari (+12,7%).