Eventi e idee di qualità senza aspettare i Giochi

La Prealpina - 05/08/2022

La conferma che lo sport sia l’elemento trainante per il turismo a Varese e nel resto della provincia arrivata dai Mondiali Under 19 e Under 23 di canottaggio non deve e non può essere un traguardo, bensì va inquadrata come la prova che convogliare energie e risorse sullo “sporturismo” ripaga, praticamente nell’immediato, il territorio.

Allora che cosa fare per crescere e sfruttare il volano degli eventi per consolidare questa vocazione?

La prima cosa che il Varesotto dovrebbe fare è mettere da parte le Olimpiadi 2026. Perché saranno di Milano e di Cortina e perché rischiano di essere una distrazione e un’alibi sulla strada dello sviluppo di una proposta tutta nostra e che davvero sia valore e vantaggio per il territorio. Non stiamo sostenendo che i Giochi invernali non siano un’occasione e una possibilità da cavalcare, ma è a nostro avviso evidente che quel che arriverà qui sarà il riflesso e il rimbalzo di qualcosa che succederà altrove. Lo sporturismo varesino e varesotto va costruito un po’ guardandosi attorno, un po’ analizzando quel che abbiamo già in casa per farlo crescere e soprattutto cercando idee nuove e alte (quindi non per forza grandi) sulle quali lavorare. Gli eventi, come visto, funzionano: è arrivato il momento di alzare il livello puntando più su. Candidiamo Busto e l’impianto da volley più bello d’Italia per le Superfinals di Champions League? Portiamo la Tre Valli Varesine nel World Tour elevandola a livello mondiale (ma la Binda allora va sostenuta nello sforzo economico), con un impulso chiaro per abbinarle non una “pedalata” ma un evento di richiamo forte per gli amatori sullo stesso circuito? Sappiamo anche che una tappa del Giro d’Italia che si concluda al Sacro Monte, magari una cronoscalata, Renzo Oldani (nella foto) la può ottenere: ma non da solo. Bisogna crederci, fare squadra e farlo in fretta. Il 2023 sarà l’anno del golf per l’Italia: la Ryder Cup a Roma significa una messe di praticanti che atterreranno anche a Malpensa nelle settimane precedenti. Proponiamo loro qualche giorno sui tanti campi eccellenti del territorio?

Perché poi sul tavolo resta sempre quella scelta di indirizzo che non è obbligata ma che può agevolare nel percorso: puntare su un turismo di tifosi, parenti, tecnici al seguito o creare un’offerta ricca e varia per sportivi praticanti? Come più volte sottolineato, le potenzialità e le competenze ci sarebbero per tentare di viaggiare sul doppio binario: serve la locomotiva ma soprattutto qualcuno con forte capacità propulsiva e di aggregazione. Qualcuno che ci creda davvero, insomma.