Evasione e frodi sotto attacco E nella rete è finito un miliardo

La Prealpina - 20/01/2017

Un miliardo: questa la cifra che l’altra sera ha fatto saltare sulle sedie i partecipanti all’incontro con il comandante della guardia di finanza Stefania Quarta, organizzato dall’associazione Il Quadrifoglio.

Euro più euro meno, è la somma rilevata nell’ambito delle attività di contrasto a riciclaggio, frodi e simili portate avanti dalle fiamme gialle di Busto Arsizio negli ultimi 5 anni. Si tratta di flussi finanziari illecitamente detenuti da italiani, anche all’estero, quantificabili grazie ad attività di verifica fiscale e indagini di polizia giudiziaria.

Il dato necessita di alcune precisazioni. Innanzitutto il territorio di competenza per i finanzieri di Busto comprende anche i comuni di Samarate, Lonate, Ferno, Castellanza, Vizzola e Olgiate. In secondo luogo, occorre tenere presente i forti legami con Milano, verso cui Busto è proiettata, che influiscono sulle attività economiche come sui reati a queste riconducibili.

Il capitano Quarta ha quindi classificato «nella media nazionale» lo stato di salute della Manchester d’Italia per quanto concerne gli ambiti d’azione della guardia di finanza. Rispondendo alle domande del giornalista Gilberto Squizzato, l’ufficiale ha descritto un territorio dove la Gdf individua ogni anno tra le 60 e le 70 persone che commettono reati di una certa gravità (tra quelli fiscali prevalgono le dichiarazioni tributarie infedeli e le omesse dichiarazioni), si registrano alcuni casi di grossi sistemi di frode messi in piedi da associazioni a delinquere e, in positivo, il tasso di correttezza della pubblica amministrazione risulta rassicurante.

E le organizzazioni criminali? Come noto sono presenti, abbastanza da avere reso significativo negli ultimi anni il numero di imprese oneste messe in difficoltà dalla crisi che, avendo accettato salvataggi da soggetti criminali, sono state utilizzate per attività di riciclaggio e sfruttate fino alla bancarotta. «È difficile – ha spiegato il comandante – che gli imprenditori denuncino queste situazioni. Spesso hanno paura e non vedono soluzioni». È da constatazioni come questa che nasce l’appello alla cittadinanza per un cambio radicale nella percezione delle fiamme gialle. «Spesso veniamo sentiti come uno spauracchio, anche da chi non ha motivo di temere controlli. Ma la guardia di finanza sta dalla parte dei cittadini onesti. Per questo sono molto importanti le denunce e gli esposti che, fra l’altro, aiutano a raccogliere elementi per avere un quadro sempre più aggiornato e preciso di ciò che avviene sul territorio».

E se il comandante registra un aumento nel numero di segnalazioni (in alcuni casi i finanzieri sono riusciti a sfruttare anche quelle anonime, come quando nel 2013 trovarono 100 chili di hashish in un’auto a Samarate), auspica un vero e proprio salto culturale nel segno della fiducia che gioverebbe a collettività e singoli. Non a caso nel corso della serata è stato ribadito più volte un concetto semplice quanto inattaccabile: frodi, reati finanziari ed evasione sottraggono risorse allo Stato, quindi fanno aumentare la fiscalità per i cittadini onesti e influenzano negativamente l’erogazione di prestazioni e servizi. «L’evasione – ha sintetizzato – non conviene a nessuno».