Europa in grave pericolo«La salveranno i giovani»

La Prealpina - 28/10/2016

«C’è una speranza per il futuro dell’Europa ed è nelle mani dei giovani. Essi sono molto più coesi di noi anziani, vedono i problemi e hanno consapevolezza del fatto che le promesse dei loro genitori non sono state mantenute». Così ha concluso, ieri pomeriggio, la sua “lectio” il professor Jean Paul Fitoussi in occasione della sesta lettura annuale della fondazione “Giovanni Valcavi per l’Università degli studi dell’Insubria”.

All’incontro nell’aula magna dell’ateneo varesino sono intervenuti tra gli altri il sindaco, Davide Galimberti, la comandante della compagnia Carabinieri di Varese, maggiore Gerardina Corona, e il direttore territoriale di Ubi Banca,Flavio Debellini. L’economista francese, docente emerito dell’Institut d’Etudes Politiques de Paris (SciencesPo) e che nella sua relazione ha analizzato la situazione economica e politica europea, è stato presentato dal rettore dell’Insubria, Alberto Coen Porisini. Con il rettore, anche la professoressa Rossella Locatelli del dipartimento di Economia ha sottolineato «l’ampio, consistente e profondo pensiero scientifico» dello studioso transalpino.

«L’Europa – ha esordito Fitoussi – ha creduto di essere figlia dell’economia dimenticandosi delle sue radici politiche. Oggi è una realtà dottrinale e la sua costituzione è la carta dell’economia liberale». Una condizione molto lontana dalle origini quando, nel 1951 a Parigi, Italia, Francia, Germania e i Paesi del Benelux firmarono il trattato che li riuniva nella Ceca, la Comunità europea del carbone e dell’acciaio, basata, come ha ricordato il relatore, sulle parole «mai più la guerra». Un accordo apparentemente tecnico ma fondamentalmente politico. Fitoussi non usa mezzi termini quando critica il potere attribuito alla Banca centrale europea e ai commissari per la concorrenza e la sorveglianza: «La Bce è la sola banca centrale al mondo che non deve rendere conto ad un’assemblea politica». L’esperto d’Oltralpe non è tenero nemmeno con Mario Monti: «Come commissario europeo non era buono. Ha fatto grossi sbagli ed è stato condannato dalla Corte di giustizia europea per insufficienza di analisi economica». Per Fitoussi «i governi nazionali non hanno più nessun potere. I presidenti degli Stati e i primi ministri sono solo governatori di provincia». Un sistema «dove la gente con il voto può cambiare il governo ma non la politica e, poco a poco, la democrazia perde terreno».

Il grave pericolo – avverte – «è che il regime politico può cambiare senza che ce ne accorgiamo». La diagnosi è precisa: «Il momento è grave ma il problema non è economico ma politico». Chiaro anche il messaggio rivolto alla classe dirigente: «Servono uomini politici coraggiosi che vadano a combattere in Europa. Italia e Francia devono parlare a una sola voce e devono denunciare queste politiche sbagliate». L’incontro si è concluso con la consegna da parte della presidente della Fondazione Valcavi, Paola Bassani Valcavi, di tre borse di studio a Martina Malucello, Alberto Mastrangelo e Giulia Tirendi e il contributo per un posto gratuito al collegio universitario “Carlo Cattaneo” a Cristina Vistola.