Euro sempre più inarrestabile

Ormai molti analisti sono certi che entro la fine dell’anno l’euro potrebbe toccare la soglia di 1,20 sul franco svizzero. Sta infatti continuando un’ascesa senza precedenti, innescata da sei mesi a questa parte, quando la moneta europea è passata da 1,07 a toccare nei giorni scorsi anche la soglia di 1,17. Si tratta di una cifra da vertigini rispetto a quanto accaduto fra 2015 e la prima metà del 2017. Proseguirà?

Nel frattempo, per le aree di confine fra Italia e Svizzera il significato è duplice. Da un lato le aziende ticinesi che operano con l’export europeo, ma anche americano (vista la debolezza del franco anche sul dollaro) ne traggono un beneficio e quindi solidità sui posti di lavoro. Dall’altro i frontalieri varesini che cambiano lo stipendio ogni mese si trovano in tasca con circa il 10% di euro in meno rispetto alla primavera scorsa. E in molti si ricordano quanto avvenne dopo il 15 gennaio 2015 e cioè quando venne abolito il cambio minimo tra franco ed euro di 1,20, fissato come limite dalla Banca nazionale svizzera. Nei giorni successivi l’euro crollò e tantissime aziende, per parare il colpo, obbligarono molti frontalieri a rinegoziare al ribasso i salari, con la scusa che, tanto, col cambio in corso in quel periodo non ci avrebbero perso niente. E, invece, oggi ci stanno perdendo eccome ma, le imprese, si stanno guardando dal rialzare nuovamente gli stipendi, parametrandoli al cambio.

Secondo diversi analisti, i muscoli di questo periodo dell’euro sono dovuti soprattutto alle recenti elezioni nei Paesi europei dove, nonostante un buon risultato delle forze politiche contrarie all’Unione europea, sostanzialmente ovunque hanno vinto partiti e movimenti europeisti.

Inoltre, anche l’indipendenza della Catalogna sembra ormai essere un “fantasma” superato. Risultato. In Europa si respira stabilità e stabilità fa rima con solidità della moneta. Ripercorrendo la storia del cambio fra euro e franco svizzero, la nostra moneta ha toccato il suo massimo assoluto rispetto al franco nel 2007, a 1,68 franchi. Nell’agosto 2011 arrivò invece un minimo a 1,0070 e la Banca nazionale svizzera decise di agire: il 6 settembre 2011 applicò una soglia minima di 1,20, che tenne botta per tre anni e mezzo. Una soglia a cui ci si sta avvicinando nuovamente, stavolta in maniera “naturale”.